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Sabato, 2 Marzo 2024
Il rapporto

Il razzismo nei confronti dei rom: per l'Europa, l'Italia non fa abbastanza

Bruxelles cita tra le pratiche promettenti il lavoro svolto dalla piattaforma creata nel Belpaese, ma punta il dito su incitamento all'odio e accesso all'alloggio

In Italia la Piattaforma nazionale rom, sinti e caminanti rappresenta un "esempio promettente" in Europa nelle pratiche per l'integrazione di queste comunità. Ma in generale, nel nostro Paese "la lotta all'incitamento all'odio e ai crimini ispirati dall'odio basati sull'antiziganismo non è affrontata a sufficienza". E' quanto emerge dalla valutazione della Commissione europea dei quadri strategici nazionali per i rom messi in campo dagli Stati membri.

La valutazione tiene conto delle misure introdotte da alcuni Stati membri per promuovere la lotta contro l'antiziganismo, la discriminazione e l'incitamento all'odio, nonché misure per rafforzare le capacità della società civile e garantire una partecipazione significativa delle donne e dei giovani rom. Secondo la relazione, nonostante i progressi, restano ancora diverse lacune da affrontare, "come l'assenza di bilanci chiaramente assegnati per l'attuazione e il monitoraggio delle strategie e delle misure esistenti per combattere la segregazione nei settori dell'istruzione e degli alloggi". Proprio su questi aspetti opera la piattaforma italiana, creata nel 2013 dal ministero del Lavoro e delle politiche sociali attraverso fondi europei.

Secondo la Commissione, questa piattaforma, insieme al Forum comunitario, rappresenta una best practice. Ma sia il Punto di contatto istituito nell'ambito di questa piattaforma per aiutare i rom, sia l'intero quadro nazionale "mancano dell'autorità per svolgere un ruolo adeguato di coordinamento, monitoraggio e scambio con gli stakeholder istituzionali, in particolare a livello livello locale e territoriale". Inoltre "il mandato politico complessivamente breve del Punto di contatto nazionale dei rom sembra pregiudicare una costante attuazione delle misure previste" e "mette anche in discussione l'effettivo ruolo di coordinamento".

Nel Balpaese vivono circa 150 mila rom, che rappresentano lo 0,25% della popolazione nazionale. "Tutte le misure proposte per far fronte alle esigenze dei rom e dei sinti - dice sempre l'esecutivo Ue - si basano principalmente su progetti e non sono ampliate nell'ambito di riforme nazionali o nell'ambito di misure e iniziative generali". Inoltre "le sfide nell'accesso all'alloggio continuano a essere un problema persistente in Italia e non sono sufficientemente affrontate".

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