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Sabato, 28 Maggio 2022
Caro energia / Germania

La Germania è a corto di gas: la scorta non coprirebbe 7 giorni di fabbisogno

Allarme di Berlino: l’energia stoccata è calata dall’82% della capacità del 2020 all’attuale 35%

È allarme in Germania per il “preoccupante” livello delle riserve di gas. L’avvertimento è arrivato da una portavoce del ministero dell’Economia che ha ammesso la difficile situazione dei livelli di stoccaggio. “Al momento - ha affermato - le riserve si attestano al 35-36%, solo poco tempo fa erano già scese al 40% a fronte dell’82% del 2020”. Un calo che mette in allerta la prima economia dell’Unione europea, le cui importazioni di gas provengono al 55% dalla Russia, la potenza al centro delle tensioni geopolitiche con la Nato. 

Dal 2012 Berlino ha aumentato di 15 punti la sua dipendenza energetica da Mosca rendendosi di fatto più vulnerabile degli altri Paesi Ue alle scelte del presidente Vladimir Putin. Nonostante i venti di guerra tra Russia e Ucraina e l’angoscia che si respira da mesi ai tavoli della diplomazia europea per un possibile conflitto armato nel vicinato dell’Ue, il governo guidato dal socialista Olaf Scholz ha sempre sostenuto che “l'approvvigionamento era garantito” e che non vi sono rischi per la domanda di elettricità dell’industria e delle famiglie. 

Tuttavia, secondo un rapporto diffuso dal ministero dell'Economia, una riserva del 40% permetterebbe di far fronte solo a sette giorni di rigide temperature invernali che si possono verificare in Germania in questa parte dell’anno. Se il conflitto in Ucraina dovesse intensificarsi e la Russia interrompesse effettivamente le consegne alla Germania, hanno avvertito poche settimane fa gli esperti del Diw di Berlino (l’Istituto tedesco per la ricerca economica), "ci troveremmo di fronte a una nuova crisi del gas”. Di conseguenza, “i prezzi continuerebbero a salire, e con essi i costi per i consumatori e per l'economia nel suo insieme”.

“Se l'Europa potesse accumulare 40 miliardi di metri cubi di stoccaggio strategico che potremmo riempire in estate, sostanzialmente non avremmo bisogno di Gnl in inverno”, ha affermato al giornale Politico l'amministratore delegato di Snam, Marco Alverà. Una riserva così forte “aumenterebbe la sicurezza e fungerebbe da ammortizzatore in caso di aumento dei prezzi” consentendo all'Europa “di effettuare acquisti congiunti di gas senza interferire nel mercato”.

Intervistato dal giornale brussellese, il numero uno dell’azienda italiana ha esposto la sua ricetta per mettersi al riparo dalla politica estera di Putin. “Esiste già un sacco di spazio di stoccaggio che potrebbe essere riempito ma i trader non vogliono”. Questo perché - ha spiegato Alverà - gli acquirenti “dicono: perché dovrei comprare ora per fare acquisti a 70 euro se magari la prossima estate c'è un'altra variante Covid e si torna a 20 euro?”. 

Un ragionamento orientato esclusivamente al profitto che ha lasciato l'Ue impreparata. Un errore che Bruxelles non può permettersi di ripetersi, ha concluso Alverà, invitando gli attori in gioco ad essere più lungimiranti. 

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