Via i fondi regionali ai Paesi Ue che non rispettano le regole di bilancio

La proposta del Ppe, appoggiata anche da parte dei socialisti, riceve il primo sì in commissione al Parlamento di Bruxelles. Il Movimento 5 Stelle lo definisce un “voto contro i cittadini”. Il Pd: “Provvedimento inaccettabile”

L'Unione europea potrebbe stringere ancora di più le maglie dell'austerità intorno agli Stati membri. Con un voto che ha fatto andare su tutte le furie non solo il Movimento 5 Stelle ma anche il Pd, il Parlamento europeo ha approvato in commissione Sviluppo Regionale il nuovo Regolamento per i fondi di coesione relativo al periodo 2021-2027 in cui è contenuto il principio cosiddetto della macro-condizionalità economica, che dà il potere alla Commissione europea di sospendere l'erogazione dei fondi di coesione a quei Paesi che non rispettano i vincoli di bilancio o che non fanno le riforme richieste.

“Dal Ppe e parte dei socialisti arriva l’ennesimo voto contro i cittadini e le Regioni più povere”, attacca l’europarlamentare M5s Rosa D’Amato che punta il dito contro “i partiti dell’establishment” che hanno anche votato “contro la possibilità di scorporare il cofinanziamento nazionale dal calcolo del deficit nell’ambito del Patto di Stabilità e Crescita”. Il regolamento è stato appoggiato dal Partito popolare europeo ma a favore hanno votato anche parte dei socialisti e dei conservatori. L’Unione europea, ha aggiunto D'Amato, “si deve basare sul concetto di solidarietà che significa garantire alle regioni più povere e ai cittadini l’accesso ai fondi europei”.

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Anche Andrea Cozzolino del Pd si è scagliato contro il provvedimento definendo i vincoli della condizionalità “inaccettabili”. "Il centrodestra ha rivelato il suo vero volto: l’austerità a qualsiasi prezzo, che va a colpire l’intera popolazione per responsabilità non sue, affossare le aree più bisognose e compromettere gli investimenti strategici sul territorio”, ha attaccato Cozzolino che ha parlato di una “mannaia sotto la quale finisce anche la possibilità di interrompere la procedura sanzionatoria in caso di circostanze economiche eccezionali”. La possibilità di togliere i fondi regionali a chi non rispetta le regole di bilancio è criticata da più parti in quanto significherebbe far pagare agli enti locali per le scelte dei governi.

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