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Foto Ansa EPA/ANDY RAIN

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Il Regno Unito riapre i confini, ma per chi viene dall'Italia resta l'obbligo di quarantena

Dal 17 maggio si elimina il divieto per i britannici di andare all'estero, ma solo 12 Paesi, tra cui il Portogallo, nella lista delle nazioni in cui si può viaggiare senza restrizioni. “Grazie ai vaccini abbiamo creato una fortezza, ma ma il coronavirus è ancora molto presente nel resto del mondo”

Il cammino verso la normalità del Regno Unito continua, cauto ma inesorabile. Il governo britannico ha annunciato oggi che, come da programma, il 17 maggio verrà eliminato il divieto di andare all'estero. Le nazioni del mondo sono state divise in tre gruppi con un sistema a semaforo.

Il sistema a semaforo

Per le nazioni “rosse”, come l'India ma adesso anche la Turchia, resta il divieto assoluto di viaggio: chiunque ci andrà per motivi straordinari al ritorno sarà obbligato alla quarantena di dieci giorni in albergo, pagata a proprie spese. Nei Paesi 'gialli', tra cui è stata inserita anche l'Italia, si potrà viaggiare ma al ritorno si dovrà far un test prima della partenza, fare una quarantena di dieci giorni all'arrivo e altri due test, prima di poter di nuovo uscire liberamente. Solo tredici Paesi, tra cui Portogallo e Israele, sono invece stati inseriti nella lista dei 'verdi', per i quali non è prevista alcuna quarantena al ritorno, anche se resta l'obbligo di fare un test prima della partenza e uno due giorni dopo il rientro.

Fortezza Uk

“Abbiamo fatto progressi enormi, non siamo alla fine della pandemia ma i segnali sono positivi”, ha detto il Segretario di Stato ai Trasporti, Grant Shapps, nel presentare il piano, definito “un primo tentativo di sbloccare i viaggi internazionali”, ma in maniera “cauta e responsabile” per non mettere i pericolo i risultati raggiunti nel Paese dove ormai i casi e i decessi sono bassissimi, grazie al fenomenale piano di vaccinazione che ha ormai raggiunto i due terzi dei cittadini adulti. Nel Regno Unito “abbiamo creato una fortezza contro il Covid ma la malattia è ancora prevalente in altre parti del mondo”, e per questo “dobbiamo essere necessariamente cauti”. La lista dei Paesi verrà rivista ogni due settimane a partire dal 17 maggio, i Paesi potranno essere spostati da un livello di allerta all'altro in base al numero di casi, delle varianti presenti nella nazione e del successo del programma di vaccinazione in atto in quello Stato. Al momento non sono ancora previste regole differenti per chi ha ricevuto le due vaccinazioni, ma le trattative sui passaporti vaccinali sono in corso.

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