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Foto archivio Ansa EPA/ANDY RAIN

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Johnson 'apre' al referendum sull'indipendenza in Scozia: "Sì, ma tra 40 anni"

Il premier britannico: "Mi sembra la distanza temporale giusta". La scozzese Sturgeon all'Europa dopo la Brexit: "Non volevamo andarcene e speriamo di tornare presto"

Un nuovo referendum sull'indipendenza della Scozia è possibile certo, ma tra almeno quarant'anni. Boris Johnson ha fatto capire che di certo sotto il suo mandato Londra non darà il via libera alla consultazione voluta dagli indipendentisti.

Il parallelo con il referendum Brexit

Palando alla Bbc il premier britannico ha fatto un parallelo con il referendum sulla Brexit del 2016 che, ha ricordato, si è tenuto proprio quarant'anni dopo quello con cui nel 1975 i britannici appoggiarono l'adesione all'allora Comunità economica europea, l'attuale Ue. "I referendum nella mia esperienza, esperienza diretta, in questo Paese non sono eventi particolarmente allegri", ha detto parlando al The Andrew Marr Show, aggiungendo che "non hanno una forza particolarmente unificante nell'umore nazionale. Dovrebbero essere tenuti solo una volta in una generazione”. E quindi quarant'anni "mi sembrano la distanza temporale giusta” ache per il referendum scozzese.

Cresce la voglia di indipendenza

Con il divorzio dall'Ue che è diventato effettivo le istanze indipendentiste degli europeisti scozzesi si sono rafforzate moltissimo. Diciassette sondaggi di fila hanno mostrato un desiderio di separazione. Il più recente, per Savanta ComRes, ha rilevato che, escludendo gli elettori indecisi, il 58% degli scozzesi preferirebbe lasciare il Regno Unito. Ma nel 2014 la Scozia ha votato "no" all'indipendenza con il 55% dei cittadini contrari e il 45% favorevole. Questo però è avvenuto prima che ci fosse la Brexit, una decisione contro cui gli scozzesi si espressero nel 2016 in netta maggioranza. Se a livello nazionale i britannici favorevoli all'uscita furono il 51,9%, in Scozia i contrari furono il 62%. "Non volevamo andarcene e speriamo di tornare presto come partner a pieno titolo", ha detto la premier di Edimburgo, Nicola Sturgeon, che spera di uscire rafforzata in questa sua richiesta dalle elezioni locali che si dovrebbero tenere il prossimo anno nella piccola nazione di circa cinque milioni e mezzo di abitanti. E questa volta a sostenere il distacco sarebbe non solo lo Scottish Nationa party, ma anche altre formazioni più piccole, aumentando quindi le possibilità di vittoria. Lorna Slater, la co-leader dei Verdi scozzesi, ha assicurato che il partito si sarebbe impegnato a garantire di "mettere il futuro della Scozia nelle mani della Scozia".

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