Sabato, 16 Ottobre 2021
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Via libera al Recovery, ma l'Italia è assente dal primo gruppo di Paesi ‘promossi’ da Bruxelles

La Commissione ha comunicato le prime date del ‘tour’ europeo di von der Leyen, intenzionata ad annunciare di persona lo sblocco dei fondi di ripresa in ogni Paese Ue che ne ha fatto richiesta

Spagna e Portogallo mercoledì, poi giovedì in Grecia e Danimarca, infine venerdì in Lussemburgo. Il ‘tour’ europeo della presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, servirà a consegnare le valutazioni dell’esecutivo Ue direttamente ai capi di Governo dei primi cinque Paesi che, ormai manca solo l'ufficialità, saranno i primi a passare l’esame di Bruxelles sul Recovery Fund. Il maxi piano di ripresa sovvenzionato dall’Unione europea non può infatti partire nei singoli Stati membri finché non arriva l’ok della Commissione e del Consiglio Ue. E le cinque trasferte di von der Leyen annunciate oggi dai suoi portavoce mettono in chiaro che l’Italia dovrà aspettare almeno alla settimana successiva (21-27 giugno), prima di conoscere la valutazione della Commissione in merito al suo piano di Recovery.

Quest’ultima ha infatti a disposizione fino a due mesi di tempo per valutare i piani nazionali di ripresa e resilienza (Pnrr), mentre il Consiglio Ue - dove sono rappresentati i Governi - ha ulteriori 30 giorni di tempo per dare l’ok definitivo. In questo calendario vanno collocati i piani nazionali in ordine di presentazione. L’Italia è tra i tredici Stati che hanno rispettato la scadenza del 30 aprile entro la quale la Commissione chiedeva i piani di ripresa. Una scadenza rispettata soprattutto dai Paesi che ci tengono a ricevere in estate il prefinanziamento, pari al 13% dell’intera somma a loro assegnata (per l'Italia si tratta all'incirca di 25 miliardi). 

Tuttavia, il Governo di Mario Draghi, ha consegnato il piano solo il 30 aprile. Questa potrebbe essere la spiegazione della priorità data dalla Commissione ai Paesi che hanno mandato per primi i piani di ripresa a Palazzo Berlaymont. L’eventuale ok al piano italiano con una settimana di ritardo rispetto a Spagna, Portogallo e agli altri tre Paesi raggiunti dal ‘tour Ursula’ non dovrebbe cambiare i tempi di erogazione dell’agognato prefinanziamento. Come ribadito pochi giorni fa dal commissario al Bilancio, Johannes Hahn, se i soldi raccolti dall’Ue con l’emissione della prima tranche di bond comuni non dovessero essere sufficienti a coprire tutti gli anticipi promessi da Bruxelles, le somme verranno sparpagliate “pro rata”, ovvero in proporzione agli impegni presi. Una bella notizia per l’Italia.

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