Martedì, 22 Giugno 2021
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Putin manda il "suo" vaccino a Orban: "Seimila dosi per iniziare"

L'Ungheria aveva già deciso il mese scorso di partecipare alla fase tre delle sperimentazioni dello Sputnik V, ora la prima consegna anche se manca il via libera dell'Agenzia europea del farmaco

Putin e Orban - foto Ansa PA/ALEXEI NIKOLSKY

L'Ungheria d Viktor Orban sembra determinata a procedere con le vaccinazioni della popolazione contro il coronavirus con il vaccino prodotto in Russia. Budapest ha annunciato di aver ricevuto 6mila dosi dello Sputnik V, dopo che aveva già accettato a inizio novembre di partecipare alla fase tre della sua sperimentazione. "6mila dosi di vaccino russo hanno attraversato il confine ungherese con la Slovacchia", ha annunciato ieri il ministro degli Esteri ungherese Péter Szijjártó in un video messaggio di Facebook. Le dosi sono state dirottate al Centro nazionale di salute pubblica, "dove gli esperti ungheresi avranno un'altra opportunita' di decidere come usarle", ha detto il ministro. Szijjarto ha ricordato che questa fornitura dà seguito a un accordo di cooperazione con la Russia di Vladimir Putin e che l'Ungheria "fare del suo meglio per avere vaccini efficaci da Ovest o da Est il prima possibile".

L'annuncio arriva dopo che il Paese magiaro ha iniziato le vaccinazioni sabato, un giorno prima della maggior parte dei paesi dell'Unione europea dopo aver ricevuto la prima consegna delle dosi Pfizer-BioNTech di fabbricazione belga. La mossa di Budapest, che è già ai ferri corti con Bruxelles per le accuse di violazione dello stato di diritto, ha eluso l'approccio coordinato dell'Unione europea alle vaccinazioni iniziato domenica nella maggior parte dei 27 membri del blocco. Secondo le norme comunitarie, nessun vaccino puo' essere inoculato in un Paese dell'Ue senza l'autorizzazione preventiva dell'Agenzia europea per i medicinali (Ema). I piani dell'Ungheria di condurre test in autonomia su Sputnik V, con la possibilità di avviarne la produzione in proprio, hanno già causato forti frizioni con Bruxelles, che si aggraverebbero ulteriormente se Budapest decidesse di avviare la somministrazione del vaccino russo senza il via libera dell'Ema.

Il mese scorso Szijjártó ha affermato che l'Ungheria è stato il primo paese europeo a ricevere campioni per i test del vaccino contro il coronavirus Sputnik V della Russia, mentre medici ed esperti ungheresi hanno visitato la Russia per studiarne la produzione.

L'Ema deve ancora valutare il farmaco russo, che secondo Mosca ha dimostrato un'efficacia del 95% nei test. Ma esperti occidentali e russi hanno sollevato preoccupazioni per la velocità con cui è stato approvato e i critici l'hanno descritto come uno strumento per rafforzare l'influenza geopolitica della Russia. Le consegne su larga scala e potenzialmente la produzione di massa da parte di un'azienda ungherese sono possibili l'anno prossimo se si dimostreranno sicure ed efficaci, secondo Budapest. "L'Ungheria è aperta a tutti gli sviluppi di vaccini di successo in tutto il mondo", ha detto Szijjártó.

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