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Sabato, 24 Febbraio 2024
Il caso / Regno Unito

Il principe Andrea evita il processo per violenza: accordo economico con l’accusatrice

La transazione impedirà un procedimento pubblico che sarebbe stato estremamente imbarazzante per la corte britannica

Una “donazione sostanziale” all'ente di beneficenza messo su dall’accusatrice a sostegno dei diritti delle vittime di stupro. Questo il corrispettivo pattuito dal principe Andrea, figlio della regina Elisabetta II d’Inghilterra, che ha permesso al duca di York di evitare un processo negli Stati Uniti. L’americana Virginia Giuffre aveva accusato di violenza sessuale l’aristocratico inglese, 23 anni più anziano di lei, per fatti che sarebbero avvenuti quanto la donna era ancora adolescente. 

Il caso che rischiava di trascinare un figlio della regina di fronte ai giudici statunitensi fa parte del filone dello scandalo Epstein, dal nome del finanziere e molestatore sessuale che aveva messo su un giro di minori vittime di traffico e abusi. L’accordo che mette fine alla vicenda giudiziaria e che comprende un pagamento, il cui importo non è stato divulgato, è accompagnato da un asciutto comunicato. 

”Il principe Andrea - si afferma nella nota - non ha mai avuto intenzione di diffamare la signora Giuffre, e accetta che abbia sofferto sia come vittima accertata di abusi sia come risultato di attacchi pubblici ingiusti”. Infatti, si ammette nel documento, “è noto che Jeffrey Epstein abbia trafficato innumerevoli ragazze per molti anni”. “Il principe Andrea si rammarica della sua associazione con Epstein e loda il coraggio della signora Giuffre e degli altri sopravvissuti nel difendere se stessi e gli altri” e dunque “si impegna a dimostrare il suo rammarico per la sua associazione con Epstein sostenendo la lotta contro i mali del traffico sessuale, e sostenendo le sue vittime”.

Gli avvocati di Andrea in precedenza avevano definito la causa “infondata” e avevano accusato Giuffre di cercare un tornaconto economico. La famiglia reale il mese scorso - in vista del possibile processo - aveva rimosso i titoli militari e i patrocini reali al principe Andrea e aveva affermato che il nobile sotto accusa non sarebbe più stato chiamato  “Sua Altezza Reale”.

Dopo la notizia della conclusione del caso, Buckingham Palace si è trincerato dietro a un secco “no comment”. Tuttavia, i giornali inglesi interpretano in un sospiro di sollievo il sentimento della casa reale. L’accordo e la conseguente transazione impedirà infatti un processo pubblico che sarebbe stato estremamente imbarazzante per la corte britannica.

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