In Polonia l’aborto potrebbe diventare illegale anche in caso di malformazione del feto

L'interruzione della gravidanza rischia di finire al bando dopo il ricorso di 100 parlamentari di destra dei due partiti di maggioranza, alleati a Bruxelles con Fratelli d'Italia, che parlano di 'eugenetica'

Protesta delle donne a Varsavia in occasione dell'8 marzo. Photo by Grzegorz Żukowski (www.flickr.com)

Poter praticare l'aborto in Polonia potrebbe diventare presto ancora più difficile di quanto già non sia. La Corte costituzionale di Varsavia il mese prossimo si pronuncerà sul ricorso di oltre 100 parlamentari che chiedono di restringere il diritto della donne di interrompere la gravidanza e di impedirlo anche in presenza di gravi malformazioni o malattie del feto.

La Polonia ha alcune delle leggi più rigide d'Europa sull'aborto che al momento è consentito solo in caso di malformazione fetale, stupro o incesto o se la vita della donna è in pericolo. Il Paese di 38 milioni di persone ha registrato poco più di 1.100 interruzioni di gravidanza l'anno scorso, quasi tutte a causa di anormalità fetali e ora la sola possibilità che si vada a restringere ulteriormente il campo d’applicazione dei diritti delle donne ha messo in allerta le associazioni di rappresentanza che ricordano come la Corte costituzionale sia ormai - di fatto - controllata dall’esecutivo.

La richiesta da parte dei parlamentari di destra inizialmente non destava particolare allarme e sembrava nient’altro che un’ennesima provocazione nel Paese al centro di uno scontro con Bruxelles per le autoproclamate zone ‘gay-free’, cioè senza omosessuali, che Varsavia non ha finora osteggiato. A sorpresa, i giudici della Consulta polacca hanno invece deciso di pronunciarsi sul caso e hanno fatto sapere che la sentenza arriverà il 22 ottobre.

Secondo i critici del Governo, la scelta del tribunale di affrontare la questione dell'aborto sarebbe un riflesso della lotta interna tra il principale partito della coalizione di Governo, Diritto e Giustizia (PiS), e il socio di minoranza della coalizione, Polonia Solidale. Entrambe le formazioni fanno parte del gruppo dei Conservatori e Riformisti al Parlamento europeo, del quale fa parte anche Fratelli d’Italia. Ma il partito PiS starebbe subendo la rivalità interna degli alleati di Governo, ritenuti da tanti osservatori più nazionalisti e più a destra rispetto al partito del primo ministro Mateusz Morawiecki.   

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Tra le battaglie ingaggiate dai nazionalisti di Polonia Solidale c’è anche la lotta a quella che chiamano “ideologia LGBT” e la proposta che la Polonia si ritiri dalla Convenzione di Istanbul, un accordo internazionale per combattere il fenomeno della violenza sulle donne.

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