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Martedì, 30 Maggio 2023
Mediterraneo

Il piano di Bruxelles per aumentare i rimpatri dei migranti

La Commissione presenta un programma di gestione comune delle frontiere con telecamere e droni ai confini. Nessuna novità sui soccorsi in mare

È inutile fare ordini di rimpatri se poi non vengono eseguiti. Questo è il punto di partenza del documento adottato dalla Commissione europea, che ha chiesto agli Stati di riconoscere reciprocamente all'interno dell'Ue i provvedimenti di espulsione dei migranti irregolari. La raccomandazione, secondo Bruxelles, dovrebbe aumentare la percentuale di rimpatri eseguiti, nel 2021 ferma al 21% sulle 340.515 decisioni emesse dagli Stati membri. "Questa efficacia limitata erode il sostegno a lungo termine e la fiducia dei cittadini europei nell'integrità del sistema europeo di gestione della migrazione e delle frontiere", si legge nel documento della Commissione. 

Di qui l'intervento che segue l'aggiornamento del sistema d'informazione tra i Paesi Schengen, eseguito nelle ultime settimane, grazie al quale gli Stati membri potranno ricevere avvisi immediati su una decisione di rimpatrio per un cittadino di un Paese terzo emessa da un altro Stato membro. "Ciò consentirà - secondo l'esecutivo Ue - il riconoscimento reciproco delle decisioni di rimpatrio all'interno dell'Ue e la rapida esecuzione dei rimpatri da qualsiasi parte d'Europa". Inoltre, gli Stati membri sono chiamati a istituire strutture di consulenza in materia di rimpatrio e reintegrazione per promuovere il ritorno volontario. Ma l'intervento di Bruxelles a dieci giorni dalla strage di Cutro non si ferma ai rimpatri. 

La Commissione ha presentato anche un piano pluriennale per un maggiore controllo delle frontiere. Il documento assegna a Frontex un ruolo centrale, mentre non prevede quasi nessuna novità in merito al coordinamento delle attività di ricerca e soccorso dei migranti in mare. Il maggiore controllo "sarà garantito utilizzando infrastrutture all'avanguardia e una sorveglianza efficace, come telecamere e droni; quadri nazionali e situazionali coerenti e completi, un'efficace attuazione del sistema europeo di sorveglianza delle frontiere (Eurosur) e una solida analisi dei rischi", ha stabilito Palazzo Berlaymont.

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Per rispondere alle esigenze di ricerca e soccorso emerse nelle ultime settimane la Commissione ha segnalato "in via prioritaria, la necessità di coordinamento tra gli Stati di bandiera e gli Stati costieri, così come la necessità di sviluppare le migliori pratiche sulla condivisione tempestiva e completa delle informazioni". Tuttavia, come chiarito dalla stessa Commissione negli ultimi giorni, queste azioni di coordinamento non prevedono un lavoro operativo su quale Paese debba intervenire in caso di imbarcazioni in difficoltà in acque internazionali.

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