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Martedì, 25 Giugno 2024
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Perché Italia e Germania possono bloccare lo stop ai motori termici dal 2035

Berlino sarà determinante per l'addio alle macchine tradizionali. Il governo tedesco punta sugli efuel, i carburanti sintetici con meno emissioni di benzina e diesel, ma che non azzerano la CO2

Sale la tensione a Bruxelles sullo stop ai motori a benzina e diesel dal 2035. Il provvedimento proposto a metà luglio 2021 dalla Commissione - che mira a rimpiazzare il parco auto continentale con veicoli a zero emissioni, dunque elettrici - è arrivato alle battute finali dell'iter legislativo Ue. Dopo il sì del Parlamento europeo votato il mese scorso, manca solo il via libera dei governi nazionali che era atteso per oggi. Tuttavia la presidenza svedese dell'Ue si è vista costretta a rimandare a venerdì quella che sarebbe dovuta essere una formalità. Ieri l'Italia ha fatto sapere che voterà contro il provvedimento, riaprendo di fatto la partita sullo stop alle macchine 'tradizionali'.

Il pressing tedesco

Poche ore prima che il governo di Giorgia Meloni esplicitasse la sua contrarietà a vietare la vendita di veicoli nuovi a benzina o diesel dal 2035, la Germania aveva espresso forti dubbi sul provvedimento chiedendo di esentare i cosiddetti e-fuel dalla disciplina europea. Si tratta dei combustibili di natura gassosa o liquida, di origine sintetica, che vengono prodotti attraverso dei processi alimentati da energia elettrica rinnovabile. Assieme ai biocarburanti, prodotti a partire dalle biomasse, gli e-fuel potrebbero rappresentare - a detta dei governi italiano e tedesco - delle valide alternative alla benzina e al diesel 'classici' per alimentare le auto a motore termico riducendo, ma non azzerando, le emissioni inquinanti. Questa alternativa, anche se non permetterebbe di azzerare l'inquinamento atmosferico generato dalle auto nelle strade europee, garantirebbe un futuro alle auto con motore a combustione. 

Decide Berlino

Mettendo da parte le questioni di merito, nell'immediato è stato necessario rimandare la votazione finale sullo stop ai motori termici "alla luce di un voto a maggioranza qualificata che si preannunciava non certo", ha spiegato una fonte diplomatica. Per il sì finale al provvedimento occorre un voto a maggioranza qualificata: il 55% degli Stati (15 su 27) che devono rappresentare almeno il 65% della popolazione. La Polonia aveva già annunciato il proprio voto contrario e la Bulgaria la propria astensione. Nella giornata di ieri, si sono aggiunti, da un lato, la posizione contraria dell'Italia e, dall'altro, la posizione incerta della Germania, che non ha ancora chiarito come voterà. Le previsioni di voto parlano chiaro: con la contrarietà di Italia, Polonia, Germania e l'astensione di Bulgaria verrebbe soddisfatta la maggioranza degli Stati ma la percentuale della popolazione rappresentata si fermerebbe al 58,15%. Lo stop alle auto a combustione dal 2035 verrebbe dunque respinto. Se la Germania vota a favore, il provvedimento passerebbe anche col no di Italia, Polonia e Bulgaria. 

L'eccezione al divieto

"La Commissione europea preferirebbe consentire solo veicoli alimentati a batteria. Noi la vediamo in modo diverso", ha affermato ieri il ministro tedesco dei Trasporti, Volker Wissing, annunciando che Berlino avrebbe lavorato per consentire ai veicoli con motori a combustione di poter essere immatricolati anche oltre il 2035. Michael Theurer, sottosegretario ai Trasporti del governo tedesco, ha chiarito la richiesta di Berlino: "La Commissione dovrebbe presentare una proposta su come utilizzare gli e-fuel o su come disciplinare i motori a combustione alimentati con carburanti neutri per il clima" e dunque esentarli dal divieto.

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La posizione tedesca è condivisa dal governo italiano che nelle ultime ore ha chiesto di "dare seguito alla disposizione che prevede l'immatricolazione, dopo il 2035, di veicoli alimentati esclusivamente con carburanti a zero emissioni di CO2" e "presentare una proposta per includere nel Regolamento meccanismi di contabilizzazione dei benefici, in termini di riduzione delle emissioni di CO2, dei carburanti rinnovabili".

Un voto in bilico

Resta ora da capire come voterà la Germania venerdì e come si muoverà la Commissione per rassicurare i governi contrari al passaggio all'elettrico sul destino dei rispettivi settori industriali coinvolti.

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