Perché ci sono pochi cinesi calvi e tantissimi italiani?

La classifica mondiale della calvizie premia i cinesi per la chioma e gli europei per la pelata. Ma come mai ci sono così pochi calvi in Cina e così tanti in Europa?

EPA/WU HONG

Non è solo la potenza rampante dell'economia globale, la Cina è anche il paese con meno calvi al mondo, appena il 19,24 della popolazione maschile. Dall'altro lato della classifica brilla la pelata dei paesi occidentali: prima la Repubblica Ceca, con il 42,79% degli uomini che soffrono alopecia, quasi uno su due, quindi Spagna, Germania, Francia, Regno Unito, Stati Uniti e Italia, che con il suo 39,01% chiude il G7 della calvizie.

Ma perché a poco più di 8 mila chilometri di distanza c'è chi sfoggia capelli e chi il cranio rasato? In primis, spiega un recente studio, i geni, quindi la conformazione dei capelli e, infine, l'alimentazione.

I geni sono dalla loro parte. E non dalla nostra

In primo luogo, a fare folta la chioma dei cinesi e rada la nostra, sono i geni. "Nella calvizie - spiega l'antropologa Esther Rabato - ci sono molti geni coinvolti e la diversa combinazione di questi da dei risultati sugli ormoni che rendono l'uomo più incline alla calvizie in Europa".

Il fatto che la calvizie sia concentrata nell'etnia caucasica, quindi in Europa e, per l'emigrazione e la colonizzazione del continente nord americano senza un particolare mix con la popolazione locale, in Stati Uniti e Canada, è figlia in primo luogo del mantenimento delle cariche genetiche all'interno di questa popolazione. Una carica che si è mantenuta praticamente inalterata per secoli dato lo scarso movimento dei popoli.

L'enzima prodigioso

Più in particolare, una delle chiavi è un enzima che gli asiatici, ed in particolari i cinesi, hanno meno attivo dei caucasici. Questo enzima, che si trova nel bulbo pilifero dei capelli, converte il testosterone in DHT (diidrotestosterone), che agisce sul bulbo pilifero, riducendone le dimensioni e atrofizzandolo fino alla caduta dei capelli. Nella razza asiatica questo enzima è meno attivo, quindi interviene meno nel provocare la calvizie.

Capelli lisci e spessi

Un altro aspetto notevole dei capelli asiatici è che tendono ad essere lisci e spessi, il che permette loro di ancorarsi al cuoio capelluto meglio di quelli irsuti. Un pelo dritto tende ad essere più resistente. Poi intervengono altri fattori, in particolare lo stress, il fumo, l'alcol o gli aspetti nutrizionali. E anche qui i cinesi pare abbiano, o almeno avessero, una marcia in più. 

Dieta mediterranea? Meglio quella rurale cinese

Gli studi evidenziano che una buona dieta e la qualità del sonno hanno un impatto sulla conservazione dei capelli. Il biochimico T. Colin Campbell, specializzato in nutrizione, afferma nel suo libro The China Study che la dieta rurale cinese è la più benefica per la salute. Verdure a foglie verdi (lattuga, bietole, germogli) e alghe sono presenti sulle tavole cinesi sin dalla prima ora del giorno. Queste abitudini alimentari forniscono i grandi nutrienti necessari all'essere umano e aiutano la salute dei capillari degli uomini a godere di vigore e vitalità.

Un'altra chiave dell'alimentazione cinese è la bassa quantità di zucchero. I dessert utilizzano quantità minime di zucchero e le loro bevande generalmente non contengono dolcificanti. Anche il lattosio non fa parte della loro cultura culinaria, anche perché la maggior parte ne è intollerante. 

La minaccia che incombe sulla testa dei cinesi

E proprio a tavola possono iniziare i problemi per i capelli dei cinesi. L'abbandono degli abiti alimentari tradizionali e l'adattamento rapido a quelli occidentali rischia di pesare non solo sullo stomaco ma anche sulla testa dei cinesi. Un dato su tutti: il primo McDonald's è stato aperto a Pechino nel 1990, oggi ce ne sono 2.500 sparsi in tutto il paese e la multinazionale del cibo spazzatura conta di aprirne altri 2 mila in 5 anni. 

Se andrà avanti così c'è il rischio che la Cina diventi anche il più grande mercato al mondo per le cliniche di trapianti di capelli...

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