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Sabato, 13 Aprile 2024
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Strasburgo chiede la grazia per l'ex presidente georgiano che sostenne l'Euromaidan

Mikheil Saakashvili è in carcere dal 2021 per abuso di potere ma sarebbe malato e in pessime condizioni fisiche. Dopo la rivolta del 2014 a Kiev ottenne la cittadinanza ucraina e fu nominato governatore di Odessa

Il Parlamento europeo chiede la liberazione dell'ex presidente georgiano Mikheil Saakashvili, che si trova in carcere con l'accusa di abuso di potere ma che sarebbe gravemente malato. Il politico, che ha la nazionalità ucraina, è un personaggio piuttosto controverso, che ha avuto anche un ruolo nell'Euromaidan, le proteste che portarono in Ucraina alla fuga e messa in stato di accusa del presidente filorusso Viktor Janukovyc e segnarono l'inizio della crisi politica che sfociò nell'insurrezione dei separatisti del Donbass.

Saakashvili è stato arrestato nell'ottobre del 2021 dalla polizia georgiana al suo rientro nel Paese dopo otto anni di esilio autoimposto. Inizialmente era stato condannato in contumacia da un tribunale nazionale a sei anni di carcere nel 2018 per, tra le altre cose, abuso di potere quando era presidente. I suoi sostenitori affermano che le accuse sono politicamente motivate e spinte dal partito Sogno Georgiano dell'oligarca Bidzina Ivanishvili, partito attualmente alla guida del governo della nazione. Tra i leader mondiali che hanno chiesto il suo rilascio c'è il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che ha dichiarato che le autorità di Tbilisi lo starebbero "torturando e uccidendo".

In una risoluzione approvata oggi con con 577 voti a favore, 33 contrari e 26 astensioni, il Parlamento europeo ha espresso gravi preoccupazioni per il deterioramento delle condizioni di salute dell'ex presidente. Citando informazioni sulla sua drastica perdita di peso e l'ipotesi che potrebbe essere stata causata da un avvelenamento da metalli pesanti durante la detenzione, i deputati chiedono alle autorità georgiane di rilasciarlo e di consentirgli di ricevere cure mediche adeguate all'estero, e per questo esortano l'attuale presidente Salome Zourabichvili ad avvalersi del suo diritto costituzionale di concedergli la grazia.

Come riporta una nota dell'Aula, i deputati sottolineano che i progressi del Paese in materia di riforme europee devono tornare al centro della politica sottolineando che il modo in cui vengono trattati i prigionieri nella nazione sia una cartina di tornasole dell'impegno del governo georgiano nei confronti dei valori europei e delle sue dichiarate aspirazioni europee, tra cui la richiesta di ottenere lo status di candidato all'Ue, cosa che finora non è stata concessa.

I deputati ricordano alle autorità georgiane che hanno la responsabilità di garantire la salute e il benessere di Saakashvili, di fornirgli cure mediche adeguate e di rispettare i suoi diritti fondamentali e la sua dignità personale, in linea con la Costituzione del Paese e con gli impegni internazionali. Inoltre, la risoluzione sottolinea il ruolo fondamentale che l'oligarca ed ex premier Bidzina Ivanishvili avrebbe svolto nella detenzione in corso di Saakashvili considerandola "parte di una vendetta personale", chiedendo di prendere in considerazione l'imposizione di sanzioni nei suoi confronti per il suo ruolo nel "deterioramento del processo politico in Georgia".

Saakashvili è stato un grande sostenitore della rivolta dell'Euromaidan di Kiev, che culminò con la fuga in Russia del presidente eletto Viktor Janukovyc e che fu seguita da una serie di cambiamenti nel sistema politico dell'Ucraina, tra cui l'abolizione di una legge che riconosceva il russo come lingua regionale ufficiale, cosa che provocò le prime rivolte ad Odessa e nel Donbass. Il suo ruolo fu così importante che il presidente ucraino Petro Poroshenko, eletto nelle prime elezioni dopo l'Euromaidan, gli concesse la cittadinanza ucraina e lo nomino governatore dell'Oblast' di Odessa.

Nel 2016 rassegnò però le dimissioni da governatore accusando Poroshenko di favorire la corruzione. A quel punto fondò un nuovo partito politico chiamato Movimento delle Nuove Forze ma si trasferì poco dopo negli Stati Uniti. Nel 2017 Poroshenko lo privò della cittadinanza ucraina. Dopo essere rientrato in Ucraina e da lì arrestato ed espulso si trasferì nei Paesi Bassi fino a quando nel 2019 il neoeletto presidente Volodymyr Zelensky gli restituì la cittadinanza. Il primo ottobre 2021 Saakashvili è tornato infine Georgia dopo otto anni di assenza invitando i suoi seguaci a marciare sulla capitale Tbilisi, prima di essere arrestato dalle forze di polizia. Si trova in carcere da allora.

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