L'Eurocamera accusa il governo Merkel: fake news su bilancio Ue e Recovery fund

Aumenta la tensione nella partita sul pacchetto anticrisi. Gli eurodeputati propongono una mediazione subito bocciata dalla presidenza del Consiglio Ue, che spetta alla Germania. Ancora stallo nei negoziati

Photo: Europea Parliament 2020

“Abbiamo letto sulla stampa una falsa dichiarazione dell'offerta di compromesso del Parlamento europeo”. I rappresentanti dell’Eurocamera oggi hanno accusato la diffusione di “cifre contraddittorie” con riferimento alla proposta dei deputati europei per raggiungere un compromesso con il Consiglio Ue nel cruciale negoziato sul bilancio europeo che comprende il Recovery Fund. Voci che, secondo gli eurodeputati, “sono state diffuse dalla presidenza del Consiglio”, che in questo semestre spetta al Governo tedesco, “nel tentativo di minare l'offerta del Parlamento”. 

E così la giornata di negoziati tra Parlamento e Consiglio Ue sulla partita del bilancio pluriennale è passata alle cronache più per lo scontro istituzionale a mezzo stampa e social che per il contenuto del dibattito. Da una parte c’è il Consiglio - istituzione Ue che rappresenta gli Stati membri - che sotto la guida della presidenza tedesca cerca di confermare l’accordo sottoscritto a luglio dai 27 leader al termine dei cinque giorni di negoziato. Gran parte dei Governi, notoriamente, non vorrebbe cambiare una virgola e tantomeno una cifra di quel compromesso. Dall’altra parte c’è il Parlamento europeo che in quel negoziato di mezza estate non ha quasi toccato palla e avanza ora le proprie pretese: 39 miliardi da aggiungere al bilancio comune per aumentare il budget dei programmi ‘bandiera’. Nella lista di questi ultimi (che comprende in totale 15 programmi Ue) ci sono anche Erasmus, il Fondo per la difesa e Horizon. 

L’ultima offerta di mediazione del Parlamento, recapitata ieri sera in una lettera alla presidenza tedesca, prevede lo stanziamento da parte dei Governi di soli 9 miliardi di ‘soldi freschi’, oltre allo spostamento e agli aggiustamenti di altre risorse. Uno schema riassuntivo della proposta incluso alla fine della lettera ha però creato una certa confusione soprattutto nella parte finale della tabella che evidenzia come il Parlamento conti a parte i margini non assegnati e le flessibilità di bilancio “per iniziative future e esigenze impreviste”. Secondo fonti diplomatiche tali risorse non vengono normalmente erogate dagli Stati Ue a meno che non ce ne sia strettamente bisogno.

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Un’ambiguità che ha fornito un assist alla presidenza tedesca che oggi ha diffuso, sul profilo Twitter del portavoce Sebastian Fischer una versione appuntata dello schema della proposta del Parlamento dalla quale emerge la presunta fake news. “Abbiamo calcolato - scrive Fischer - che i costi aggiuntivi ora superano i 90 miliardi di euro” con “un aumento di circa 50 miliardi rispetto alla scorsa settimana”. 

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A stretto giro è arrivata la replica dell’Eurocamera. “Siamo molto preoccupati - si legge in una lettera di Johan van Overtveldt, presidente della commissione Bilanci del Parlamento - per come alcuni, in seno al Consiglio, giungano alla cifra aggiuntiva resa nota oggi dalla stampa”. “Non sarà mica che tengano conto di una grave sottostima dello strumento di Recovery?”, insinua il deputato riferendosi una serie di aggiustamenti di bilancio proposti dal Parlamento in relazione alle risorse del Recovery Fund che probabilmente non verranno utilizzate. “Confidiamo che il Consiglio rimarrà fedele alla promessa dei leader di uno stimolo di 390 miliardi di euro in sovvenzioni”, sottolinea van Overtveldt. “Il sostegno ai cittadini e alle imprese è urgente e il Consiglio deve dare il via libera all'avvio del processo di ratifica per garantire che gli aiuti possano raggiungere rapidamente i più colpiti dalla crisi del Covid-19”, conclude il politico belga.

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