Il paese più felice, sicuro e meglio governato del mondo? Si trova nell'Ue e ha l'Euro (e non è la Germania)

La Finlandia si è classificata prima nel World Happiness Report dell'Onu. Il segreto del suo successo è una società molto solidale e ugualitaria e un sistema scolastico (gratuito) di primo livello

Una immagine di Helsinki / © European Communities , 2008 / Source: EC - Audiovisual Service / Photo: Laurent Chamussy

Riuscite a immaginare un Paese che sia ricco, sicuro, ben governato e senza corruzione, solidale e libero? Soprattutto in questo momento di crisi economica e di caos nella vita politica italiana probabilmente no. Eppure questo Paese non è da immaginare perché esiste, e non è nemmeno poi così lontano e si trova in Europa: la Finlandia.

Il Paese scandinavo quest'anno si è piazzato al primo posto nel World Happiness Report dell'Onu, la classifica annuale dei Paesi più contenti del pianeta diffusa in vista della Giornata mondiale della felicità che si celebra il 20 marzo. L'anno scorso, nel centenario della sua indipendenza, la Finlandia è stata classificata, da diversi indici internazionali, il paese più stabile, il più sicuro e il meglio governato al mondo nonché il terzo più ricco, il terzo meno corrotto, il secondo più socialmente progressista e il terzo più socialmente giusto. E non basta

Le ragioni della felicità

Il suo sistema giudiziario è considerato il più indipendente del mondo, la sua polizia la più fidata, le sue banche le più solide, le sue società le seconda più etiche, le sue elezioni le seconde più libere e i suoi cittadini godono dei più alti livelli di libertà personale, scelta e benessere. E possiamo continuare. Il Paese si classifica terzo per equità tra i sessi e con la quinta disuguaglianza di reddito più bassa. Certo gli abitanti di questa nazione nordica sono solo 5 milioni e mezzo, non tantissimi e quindi più facili da far convivere. Ma di certo in nazioni con livelli di popolazione simile non si raggiungono gli stessi risultati. "Se guardi a dove eravamo prima dell'indipendenza e dove siamo ora, penso, assolutamente, che si possa parlare di un miracolo finlandese", afferma Bengt Holmström, un economista premio Nobel nato a Helsinki, intervistato dal Guardian.

Lavorare insieme

Ma qual è il segreto del loro successo? Spulciando nel loro vocabolario si possono trovare alcuni indizi. Uno di questi è la parola Talkoo, difficile da tradurre in italiano, e che significa "lavorare insieme, collettivamente, per un bene specifico". "Raccogliendo il raccolto, immagazzinando legna, raccogliendo denaro. Si tratta di cooperare. Tutti insieme, ugualmente", spiega al giornale britannico lo scrittore finlandese Sirpa Kähkönen.

La cooperazione insomma ma anche l'uguaglianza è un tema ricorrente nella narrazione del successo dello Stato. Governata per quasi 600 anni dalla Svezia e un ulteriore secolo dalla Russia, la Finlandia era "generalmente e democraticamente povera", afferma ancora Kähkönen. "Non c'erano servi, ma nemmeno aristocratici selvaggi. La società non era gerarchica ".

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Il sistema scolastico (gratuito)

Un altro punto forte della nazione è di certo il sistema scolastico, gratuito e di altissimo livello. Secondo il filosofo e professore emerito Ilkka Niiniluoto l'intero paese è "una costruzione sociale creata da professori universitari". Gli accademici che hanno guidato il movimento nazionalista del paese "hanno creato la Finlandia come nazione: la sua lingua, storia, letteratura , musica, simboli, folclore. Il leader nazionalista era un professore di filosofia". E gli intellettuali hanno continuato a guidare questa nazione. Dall'indipendenza, quasi il 30% dei capi di stato e di governo finlandesi sono stati professori universitari, tra cui metà dei primi ministri primi. "Hanno modellato il paese come lo conosciamo", dice Jallinoja "ma in sostanza, hanno anche creato fiducia nella mobilità sociale e una vera fiducia nell'educazione".

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