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Acquisti gonfiati con fondi Ue, lo scandalo corruzione che imbarazza Orban

Investigatori Usa e la stessa Microsoft confermano indirettamente quanto denunciato mesi fa da giornalisti ungheresi. Ma per i magistrati di Budapest non c'è reato

Un nuovo scandalo legato alla corruzione piomba sul governo ungherese. Ma stavolta le accuse riguardano direttamente il grande leader di Budapest, il premier Viktor Orban. La filiale ungherese di Microsoft, scrive l'Ansa, avrebbe pagato enormi tangenti a funzionari scelti del governo Orban, con l'approvazione personale del premier, per l'acquisto di software per gli uffici governativi, pagati con un sovraprezzo in media del 50-60% rispetto a quello normale. Acquisti fatti in parte utilizzando sovvenzioni dei fondi europei.

L'accusa verrebber fuori da un'indagine delle autorità americane (Fbi, sorveglianza finanziaria, Ministero della Giustizia di Washington). Alla società Microsoft è stata inflitta una multa di 25,3 milioni di dollari per affari illeciti, effettuati fra il 2013 e il 2015, mentre tutti i dirigenti della filiale Microsoft Hungary sono stati licenziati, secondo un comunicato di Washington.

Giornalisti investigativi ungheresi avevano già scoperto e reso pubblico questo scandalo di corruzione, uno di tanti del governo Orban, ma la procura ungherese chiuse il caso, sostenendo che non c'era stato nessun reato. I licenziati della filiale Microsoft (tutti ungheresi) sono stati assunti dagli uffici governativi di Budapest. In seguito all'indagine americana, l'Ufficio europeo per la lotta antifrode (Olaf) ha avviato a sua volta un'indagine per il finanziamento dell'acquisto di software sulla spesa del Fondo regionale e di sviluppo dell'Ue. Si tratta di una somma pari a circa 20 milioni di euro. 

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