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L’autogol di Orban: cambia la legge elettorale per escludere i ‘piccoli’, ma l’opposizione si coalizza

La maggioranza ungherese esclude dalle elezioni le liste minori per favorire Fidesz. Sei partiti uniscono le forze: “Un solo candidato anti-Orban e uno sfidante per ogni collegio elettorale”

“Un solo candidato contro Orban, un unico manifesto elettorale, uno sfidante in ogni collegio”. Con queste parole l’eurodeputata liberale Katalin Cseh ha annunciato l’alleanza raggiunta nel fine settimana tra i leader delle sei forze politiche ungheresi di opposizione. La coalizione nasce con il dichiarato obiettivo di sconfiggere alle elezioni parlamentari del 2022 il partito Fidesz, guidato dal primo ministro Viktor Orban, al potere dal 2010. A incoraggiare la formazione della lista unica è stata l’approvazione delle modifiche alla legge elettorale che andranno a escludere i piccoli partiti dalla competizione. La scelta è stata giudicata da alcuni osservatori come un passo falso che ha convinto gli altri partiti a formare un'unica forza d'opposizione.

Le forze d'opposizione

Le sei sigle che fanno parte della nuova alleanza mettono assieme forze di centro-sinistra, ecologisti, liberali e persino i conservatori. La scelta strategica è quella di presentare un solo candidato per concorrere agli uomini di Orban in ognuno dei 106 collegi elettorali. 

Nessun corrotto e primarie

Secondo quanto riferisce la testata Euractiv, i leader dei sei partiti hanno anche adottato un metodo condiviso per la selezione i candidati unici e che andrà a escludere chiunque abbia collaborato in passato con Fidesz, sia stato coinvolto in casi di corruzione o altri reati, o abbia reso dichiarazioni che “offendono la dignità umana”. I partiti hanno anche deciso di tenere le elezioni primarie organizzate tra loro per decidere i singoli candidati nei vari distretti elettorali del Paese e il candidato primo ministro da opporre a Orban. 

L'effetto 'boomerang'

I sondaggi delle ultime settimane hanno incoraggiato la coalizione tra le forze d’opposizione la cui somma delle preferenze, secondo le rilevazioni, è maggiore ai voti su cui può contare il partito di Orban. Altro fattore che ha convinto il fronte anti-Fidesz a unire le forze è la nuova legge elettorale che impedisce ai partiti minori di presentarsi. Per partecipare alle elezioni ungheresi è ora necessario presentare candidati in almeno 71 dei 106 collegi elettorali del Paese. La riforma, pensata per danneggiare i ‘piccoli’ e aumentare le chance di vittoria della forza maggioritaria che alle europee del 2019 si è aggiudicata il 51,5% dei voti, ha invece avuto l’effetto ‘boomerang’ di unire l’opposizione, più determinata che mai a battere il premier che di recente ha messo il veto, per poi ritirarlo, all’intero bilancio europeo nella speranza di sbarazzarsi delle nuove regole sul rispetto dello stato di diritto.

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