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Mercoledì, 18 Maggio 2022
La sentenza / Paesi Bassi

L'Olanda dovrà restituire fino a 11 miliardi ai cittadini di tasse riscosse irregolarmente

Un prelievo sui risparmi e i beni è stato dichiarato illegale dalla Corte suprema lo scorso dicembre. Ora L’Aia sta studiando come procedere con il rimborso

Buone notizie per i contribuenti dei Paesi Bassi: chi ha pagato una tassa sui risparmi e beni dichiarati in una specifica sezione della dichiarazione dei redditi tra il 2017 e il 2022 avrà diritto ad essere rimborsato dal governo. La tassa, infatti, è stata dichiarata illegale dalla Corte suprema lo scorso dicembre. Per il governo invece una brutta gatta da pelare, visto che potrebbe essere costretto a restituire fino a 11 miliardi di euro.

Come riporta il Nl times, la spesa che l’esecutivo dovrà sostenere andrà da un minimo di 2,4 miliardi fino a 11,7 miliardi, secondo le stime dello stesso segretario di Stato Marnix van Rij. Significherebbe un taglio nel bilancio previsto dal governo del liberale Mark Rutte. Secondo la sentenza era addirittura in violazione della Convenzione europea dei diritti umani. Per anni, molti cittadini si sono opposti alla norma in questione, ma è la prima volta che viene sancito il diritto ad un risarcimento.

La tassa patrimoniale è stata riscossa su un rendimento fisso fittizio del 4% per tutti i beni dal valore combinato superiore a 50mila euro, o 100mila euro per quelli in coproprietà con partner fiscali. Parallelamente, chi teneva la propria liquidità in contanti guadagnava probabilmente poco dai risparmi a causa dei bassi tassi di interesse, in confronto all’alto rendimento degli investimenti. Le persone con risparmi pagavano dunque una tassa sproporzionata che si applicava a rendimenti che in realtà non raggiungevano.

Van Rij ha dichiarato che le vittime possono ottenere il compenso tramite due opzioni, entrambe definite “tecnicamente gestibili”. L’obiettivo è iniziare a rimborsare gli importi dovuti a partire dal primo luglio. Una prima versione si concentra su chi ha conti di risparmio. L’interesse sui risparmi sarebbe tassato al tasso di interesse corrente, intorno all 0%, mentre i guadagni dagli investimenti verrebbero tassati in base al rendimento medio pluriennale, calcolato sui 15 anni. La seconda opzione prende invece in considerazione diverse forme di ricchezza. L’imposta verrebbe calcolata separatamente sui rendimenti medi dei risparmi, degli edifici e di altri beni immobili, nonché su quelli delle azioni e delle obbligazioni.

Ma l’importo reale del rimborso che il governo dovrà elargire dipenderà da quali gruppi deciderà di compensare: solo quelli che si sono opposti negli anni, solo quelli con risparmi, o tutte le persone che hanno fatto più investimenti in modo legittimo. Nell’anno fiscale 2019, ad esempio, circa 2,7 milioni di contribuenti hanno dichiarato qualcosa nella casella 3.

Non è ancora chiaro quale opzione verrà preferita dall’esecutivo, anche se è verosimile che si inizierà con i cittadini con livelli di risparmio più modesti. Van Rij ha comunque tenuto a precisare che la Corte non ha sollevato problemi rispetto al sistema della dichiarazione fittizia, ma piuttosto con la percentuale fissata, che in alcune circostanze si rivelava troppo alta e colpiva in maniera indiscriminata i possessori di conti di risparmio.

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