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Mercoledì, 29 Giugno 2022
Auto elettriche

Il caso Norvegia: vende petrolio all’Ue, ma abbandonerà le auto a benzina nel 2025

Il Paese scandinavo macina profitti grazie alle fonti fossili, ma scommette sui motori elettrici. E si prepara a vietare le vendite di veicoli inquinanti con 10 anni in anticipo rispetto a Bruxelles

Fare profitti con gas e petrolio per investire nell’auto elettrica. Mentre nell’Ue si fa strada tra dure polemiche la prospettiva di abbandonare i veicoli a benzina, diesel e gpl dal 2035 (lo stop alla vendita di motori termici è stato approvato dal Parlamento europeo, ma i governi nazionali non si sono ancora espressi) la Norvegia ha già deciso che dal 2025 - tra due anni e sei mesi - tutte le auto nuove vendute nel Paese dovranno essere elettriche o alimentate a idrogeno. 

Lo Stato extra Ue abbandonerà quindi il motore a combustione interna con dieci anni di vantaggio rispetto all’Unione. Un vero paradosso per una nazione che oggi macina profitti grazie all’export di fonti fossili.

La bilancia commerciale tra l’Ue e la Norvegia recentemente è tornata favorevole all’economia di Oslo. Nel 2020 i ventisette Paesi Ue vantavano un surplus commerciale di 6 miliardi di euro, ma la tendenza si è invertita nell’anno successivo, nel quale la Norvegia ha registrato un export di 18 miliardi in più rispetto al valore della merce importata dall’Unione. Per comprendere il motivo del sorpasso basta guardare alle tariffe energetiche e alla vasta disponibilità di petrolio e gas naturale nel Mare del Nord. La scelta Ue di vietare l’acquisto di petrolio russo dal 2023 non farà altro che aumentare i guadagni della Norvegia, destinata ad accaparrarsi un’importante fetta del mercato petrolifero Ue dal quale verrà esclusa la Russia.

Nonostante gli immensi profitti provenienti dal settore dell’energia fossile, il governo di Oslo ha deciso da tempo di convertire la sua mobilità dalle auto inquinanti a quelle a zero emissioni.

Dal 2017 il Parlamento norvegese ha introdotto la regola del 50% a vantaggio delle auto elettriche. A queste ultime devono essere applicate tariffe dimezzate rispetto alle macchine a benzina o diesel per i pedaggi autostradali, i parcheggi a pagamento e il traporto della vettura in nave. In altre parole, chi ha una macchina inquinante paga già almeno il doppio di chi usa un’auto elettrica in termini di pedaggio, parcheggio e trasporto su nave.

Questi vantaggi, uniti al costo di ricarica delle auto elettriche nettamente inferiore al prezzo di rifornimento delle vetture a motore termico, si sommano ad una tassa di acquisto per tutte le auto nuove calcolata sulla base delle emissioni di CO2 e altri gas serra. La tassa è progressiva e rende molto costose le auto grandi e ad alte emissioni, mentre è nulla per i veicoli a zero emissioni. Tra gli altri incentivi, il governo di Oslo ha anche azzerato l’Iva sull’acquisto di veicoli elettrici (per tutti gli altri è al 25%).

Vantaggi fiscali che hanno già convinto tanti norvegesi a passare all’elettrico. A febbraio del 2022 si contavano 470mila auto elettriche immatricolate in Norvegia, in crescita rispetto all’anno prima quando la quota di mercato dei veicoli a zero emissioni era già pari al 64% di tutte le vendite nazionali. Di qui la scelta di vietare le vendite di macchine inquinanti.

Addio alle auto a benzina e diesel dal 2035

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