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Mercoledì, 29 Giugno 2022
Strasburgo

Addio alle auto a benzina e diesel dal 2035 (ma la Ferrari è salva)

Ok del Parlamento europeo all'addio al motore a combustione. Deroghe ai costruttori dei marchi di lusso. Ora la palla ai governi Ue

Il Parlamento europeo ha approvato il testo sulla riduzione delle emissioni di CO2 delle auto che prevede lo stop alla vendita nell’Ue dal 2035 dei veicoli che emettono gas serra. La norma andrà a colpire tutte le macchine con motori a combustione - benzina, diesel e gpl - che andranno completamente rimpiazzate dai costruttori d’auto con veicoli elettrici, fatti salvi i soli mezzi commerciali pesanti.

Il testo finale è stato approvato con 339 voti favorevoli, 249 contrari e 24 astensioni. All’interno della proposta è passato l’emendamento, ribattezzato da alcuni ‘salva-Ferrari’, che permetterà ai produttori di poche auto, normalmente i marchi di lusso, di beneficiare di deroghe sui tagli delle emissioni di CO2 fino al 2036. La modifica alla norma era stata presentata da europarlamentari italiani di diversi partiti con l'obiettivo di tutelare i marchi della Motor Valley, la punta di diamante del made in Italy dell’auto.

Per tutte le altre case automobilistiche, le emissioni dei veicoli nuovi immatricolati nell'Ue dal 2030 dovranno essere inferiori del 55% rispetto ai livelli del 2021 e quelle dei veicoli commerciali leggeri del 50%. Entro il 2035 le emissioni di CO2 di auto e furgoni nuovi dovranno diminuire del 100%, in altre parole non dovranno più emettere nell’aria alcun tipo di gas serra. L’ultima speranza di salvare il motore a combustione era rappresentata da un emendamento sostenuto dal centrodestra - ma bocciato dall'Aula - che avrebbe consentito di ridurre le emissioni al 90%, ma non di azzerarle. Una modifica al testo base che, se approvata, avrebbe salvato la tecnologia del motore a combustione, ma avrebbe vincolato fortemente l’industria dell’auto al rispetto di forti limiti sull’impatto ambientale.

La proposta della Commissione, oggi confermata dal Parlamento europeo, dovrà ora fare i conti con il Consiglio - l’organo che rappresenta i governi nazionali - dove le resistenze contro lo stop ai motori a combustione potrebbero farsi sentire in misure maggiore. 

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