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Nato, il governo sfida Trump: “Nelle spese militari considerare anche welfare e cybersecurity”

La ministra della Difesa Elisabetta Trenta vuole rivedere i metodi di calcolo degli investimenti dei membri dell'Alleanza atlantica. Gli Usa chiedono che siano il 2% del Pil, il Belpaese ne spende poco più della metà

A Washington ci definiscono dei “laggard”, dei “ritardatari”: l'Italia da sempre prende tempo e continua a non adeguarsi alle linee guida della Nato sulla spesa militare dei suoi membri, tanto care al presidente Donald Trump: un ammontare target che dovrebbe essere del 2% del Pil, ma che nel 2018 il Belpaese ha largamente mancato, fermandosi ad appena l'1,15.  Ecco perché la proposta che domani la ministra della Difesa Elisabetta Trenta porterà sul tavolo del vertice di Bruxelles rischia di sollevare nuove critiche nei nostri confronti. Soprattutto da parte della Casa Bianca.

Il governo gialloverde, infatti, non ci sta a passare per il “tirchio” dell'Alleanza e vuole rivedere le regole con cui sono calcolati gli stanziamenti nazionali in campo militare. Secondo la ministra, infatti, la quota dell'Italia è sottostimata perché nei parametri di calcolo non rientrano investimenti come quelli per il welfare dei militari, la cybersecurity e i costi delle infrastrutture. “Ci sono parti della nostra spesa che sono legate alla difesa ma non sono nel bilancio della difesa", ha detto Trenta in una intervista al Financial Times. “Spendere soldi per sviluppare la sicurezza informatica dovrebbe equivalere a spendere soldi per comprare carri armati”, ha aggiunto. 

Secondo il Financial Times, la proposta italiana mira a includere anche la spesa sociale per i militari e i costi di determinate infrastrutture che oggi non sono conteggiati dalla Nato alla voce “spese militari”. Secondo fonti vicine alla Casa Bianca raccolte dallo stesso quotidiano economico, la richiesta dell'Italia difficilmente convincerà Trump. Tanto più dopo la decisione del governo gialloverde di non riconoscere il fidato (per Washington) Guaido' come nuovo presidente del Venezuela.  

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