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Giovedì, 8 Dicembre 2022
Guerra Russia-Ucraina

La Nato darà più armi all’Ucraina: “Bizzarro distinguere tra difensive e offensive”

Stoltenberg insiste sulla politica delle porte aperte. A giugno Finlandia e Svezia potrebbero chiedere l’adesione all’alleanza militare

L’Ucraina sta usando le armi fornite dall’Occidente per difendersi o per attaccare? “La distinzione è bizzarra” dal momento che “stiamo parlando di dare armi a un Paese che si sta difendendo” e “l'autodifesa è un diritto previsto dalla Carta delle Nazioni Unite”. Questa la risposta data da Jens Stoltenberg, segretario generale della Nato, alla domanda di un giornalista che voleva sapere quali tipologie di armi stanno consegnando a Kiev gli Stati dell’Alleanza atlantica. Alla riunione di oggi a Bruxelles tra i ministri degli Esteri dalla Nato ha partecipato anche il ministro ucraino Dmytro Kuleba. “Sono venuto qui con tre temi nella mia agenda: armi, armi e armi”, ha detto ai cronisti prima della riunione.

Una richiesta che deve aver sortito l’effetto desiderato, viste le parole di Stoltenberg al termine dei colloqui. "Gli alleati hanno fatto molto e sono determinati a fare di più, adesso e a medio o lungo termine, per aiutare i coraggiosi ucraini a difendere le loro case e il loro Paese e respingere le forze d’invasione", ha affermato il numero uno della Nato. “Posso garantire che gli alleati stanno fornendo un'ampia gamma di armamenti” a Kiev, ha aggiunto Stoltenberg che ha poi fatto capire che le consegne di armi continueranno. "Gli alleati ritengono sia meglio non essere specifici su quali tipi di sistemi di difesa vengono consegnati”, ha aggiunto evitando di precisare le categorie di armamenti destinate a Kiev. 

La riunione di oggi è stata anche l’occasione per tornare su un tema diventato un vero e proprio tabù negli ultimi mesi: quello dell’allargamento dell’alleanza militare. “I ministri hanno deciso di rafforzare il sostegno pratico ad altri partner minacciati dall'aggressione russa, comprese Georgia e Bosnia ed Erzegovina, per contribuire a rafforzare la loro resilienza”, ha spiegato il segretario generale nella sua introduzione. Stoltenberg ha poi sottolineato di aspettarsi che “gli alleati siano d'accordo che le porte della Nato debbano restare aperte” e “che occorre rafforzare il lavoro con i partner come la Georgia che sono sotto pressione della Russia”. In merito a ogni possibile candidatura all’ingresso nella Nato del Paese confinante con la Russia, Stoltenberg ha preferito rimandare ogni considerazione al vertice Nato che si terrà a giugno a Madrid. In tale occasione potrebbero arrivare anche le candidature di Finlandia e Svezia, Paesi finora neutrali ma recentemente presi di mira dalle minacce del Cremlino. 

Nel summit di giugno “si dovrà tenere conto delle future relazioni della Nato con la Russia e della crescente influenza della Cina sulla sicurezza degli alleati”, ha avvertito Stoltenberg. La Nato aumenterà la sua cooperazione con i partner dell’Asia e del Pacifico in aree come la cybersicurezza, le nuove tecnologie, la disinformazione, la sicurezza marittima "perché le sfide globali richiedono soluzioni globali", ha concluso Stoltenberg.

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