Migranti, oltre 2 milioni di ingressi irregolari nell'Ue. E Bruxelles vuole "digitalizzare" le frontiere

I dati relativi al 2015-2016. Il parlamento di Strasburgo ha approvato il nuovo sistema EES che servirà a monitorare i movimenti di chi entra ed esce dall'Area Schengen: “Aiuterà a individuare terroristi e altri criminali che si nascondono dietro una falsa identità”

Con l'esplosione della crisi migratoria nel 2015 Frontex ha registrato un livello record di attraversamenti irregolari delle frontiere comunitarie: 1,8 milioni di persone sono arrivate illegalmente nel continente. Questi numeri sono fortemente diminuiti l'anno successivo, ma l'ufficio Ue di controllo delle frontiere ha segnalato comunque mezzo milioni di attraversamenti irregolari, una cifra superiore a qualsiasi cifra annuale per gli arrivi tra il 2010 (104.060) e il 2014 (282 933). Gli attraversamenti regolari di cittadini extracomunitari in ingresso e in uscita dall'Ue, sempre nel 2015, sono stati 200 milioni, tra questi purtroppo anche foreign fighters e potenziali terroristi. Per evitare ingressi 'indesiderati' o comunque per monitorare i movimenti di persone potenzialmente pericolose l'Unione europea ha messo a punto un sistema elettronico comune per accelerare i controlli alle frontiere esterne della zona Schengen e registrare tutti i viaggiatori non comunitari. Il provvedimento, che è stato approvato dal Parlamento di Strasburgo con 477 voti favorevoli, 139 voti contrari e 50 astensioni, “consentirà un passaggio di frontiera più rapido e sicuro” e “aiuterà a individuare terroristi e altri criminali che si nascondono dietro una falsa identità”, ha garantito il relatore per l'Aula Augustin Diaz De Mera del Ppe.

Il nuovo sistema EES

Il nuovo sistema denominato Ees (Entry/Exit system), il cui costo è stato stimato in 480 milioni di euro, registrerà varie tipologie di informazioni sui cittadini extracomunitari, come il nome, il documento di viaggio, le impronte digitali, l'immagine visuale, la data e il luogo d’ingresso e uscita e l’eventuale rifiuto all’ingresso nell'area Schengen. Tali controlli si applicheranno sia ai viaggiatori che richiedono un visto sia quelli esentati dal visto e ammessi per un breve soggiorno di 90 giorni. Il sistema ha anche l’obiettivo di facilitare il compito di verificare il rispetto di quest'ultimo permesso di breve soggiorno che consiste nella possibilità di restare in Europa per tre mesi da poter “spendere” (entrando e uscendo eventualmente più volte) in un periodo massimo di 180 giorni.

Nelle intenzioni di Bruxelles il sistema sostituirà la stampigliatura dei passaporti e velocizzerà i passaggi di frontiera, facilitando anche la rilevazione di chi rimane più a lungo e dei documenti o delle identità falsi.

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I dati registrati saranno conservati per tre anni oppure per cinque anni per coloro che rimangono oltre la scadenza del visto e potranno essere consultati per prevenire, individuare o indagare su reati terroristici o altri reati gravi. Il nuovo sistema registrerà queste informazioni e le condividerà con i punti di controllo delle frontiere esterne per fermare l’ingresso illegale e individuare coloro che rimangono oltre la scadenza del visto. I dati saranno disponibili alle autorità di frontiera e a quelle che emettono i visti, a Europol e alle autorità nazionali per l'asilo.

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