Nel pieno della crisi dei migranti, la guardia costiera Ue non trova personale: “Abbiamo stipendi troppo bassi”

L'allarme lanciato da Leggeri, a capo dell'agenzia che si occupa, tra le altre cose, dei rimpatri degli irregolari. “Le nostre remunerazioni più basse della media dei funzionari europei”

Un funzionario di Frotenx in Gracia / © European Union , 2015 / Source: EC - Audiovisual Service / Photo: Angelos Tzortzinis

Deve occuparsi dei controlli ai confini esterni dell'Ue e, soprattutto, delle operazioni di rimpatrio dei migranti irregolari. “Solo nel 2017, ne abbiamo effettuate circa 11mila, il doppio rispetto al 2016”, dice con malcelato orgoglio Fabrice Leggeri, il capo di Frontex, l'agenzia di protezione delle frontiere Ue. La cui preoccupazione maggiore, oggi, non è tanto la crisi dei migranti, ma la quella di personale: “Non riusciamo a reclutare nuovi impiegati. Gli stipendi sono troppo bassi per gli standard dei funzionari dell'Unione europea”, è l'allarme lanciato da Leggeri in una intervista su Politico.  

Obiettivo 1000 dipendenti

Oggi, Frontex puo' contare su 488 dipendenti. Ma deve arrivare a 1.000 entro il 2020. Il problema, pero', è trovarli. Rispetto ai guadagni di un funzionario di Bruxelles, le remunerazioni di Frontex sono più basse, circa due terzi di quelle medie. Per la precisione, “circa il 66,4% dello stipendio che normalmente dovremmo ottenere se fossimo a Bruxelles”, dice Leggeri. Se fossero a Bruxelles, per l'appunto. Già, perché l'agenzia ha sede in Polonia. E le paghe, negli uffici periferici dell'Ue, sono calcolate in base a un coefficiente di correzione che tiene conto del costo della vita. 

“Dobbiamo assicurarci che l'assunzione sia equilibrata, che esista un equilibrio geografico e per il momento questa situazione è dannosa per i candidati provenienti da paesi diversi dalla Polonia, soprattutto se hanno legami familiari nel loro membro stati d'origine, se hanno un appartamento, se hanno figli”, lamenta Leggeri. 

I casi Ema ed Eba

Frontex potrebbe non essere la sola branca Ue a dover affrontare tali problemi. A breve, due importanti agenzie europee, l'Ema e l'Eba (farmaci e banche, per intenderci), lasceranno Londra a causa della Brexit. L'Italia sta facendo carte false per ottenere l'Ema e portarla a Milano. Ma potrebbe vedersi sfilare l'agenzia da paesi come la Slovacchia. Chissà se il costo della vita inferiore di Bratislava rispetto al capoluogo lombardo potrà pesare. 

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