Migranti, 9 tedeschi su 10 favorevoli a espulsioni più rapide. E il ministro degli Interni boccia il piano di Conte

Forte del consenso che ha nei sondaggi Seehofer insiste su una legge che metterebbe in pericolo però le trattative europee sulla riforma di Dublino (rilanciata dal premier italiano nell'incontro con Macron). Merkel prova a trovare una mediazione con l'aiuto di Schaeuble

La cancelliera tedesca Angela Merkel e il ministro degli Interni Horst Seehofer

Quello della gestione dei flussi migratori e dei respingimenti è un tema caldo non solo nell'agenda politica italiana, ma anche in quella tedesca, dove sta addirittura facendo traballare il governo di Angela Merkel. Secondo un'inchiesta Deutschlandtrend condotta per conto dell'emittente Ard circa il 90% dei tedeschi è a favore di un'accelerazione delle espulsioni di migranti irregolari. Non solo l'86% dei cittadini del Paese è favorevole all'espulsione dei migranti che si sono visti negare la richiesta di asilo, e il 62% delle persone interpellate considera che gli stranieri senza documenti validi che raggiungono le frontiere del paese dovrebbero essere respinti.

Lo scontro nella maggioranza 

Proprio su questo punto è in atto uno scontro tra la cancelliera e la sua Cdu da una parte e il ministro dell'Interno Horst Seehofer, e i bavaresi dell'Unione cristiano-sociale Csu dall'altra. I due partiti sono storici alleati e formano l'asse centrale del governo di coalizione con i socialdemocratici. Seehofer ha proposto un piano sull’immigrazione che prevede non solo di respingere fuori dai confini tedeschi tutti i richiedenti asilo che hanno già presentato domanda in un altro Paese Ue, come prescritto dal regolamento di Dublino, ma anche di tutti coloro che non hanno documenti validi. Una misura che va in senso opposto alle richieste del Parlamento europeo e del premier italiano Giuseppe Conte.

Insomma un tema caldo per i rapporti tutti da costruire tra la Germania e il nuovo governo gialloverde. Proprio per questo, la cancelliera Merkel non intende sbilanciarsi e sta frenando il piano dell'alleato. Che però, visto che in Baviera le elezioni sono imminenti e che il tema è popolare, non ha alcuna intenzione di arrendersi.

Il "falco" mediatore

Per provare a mediare tra le due posizioni è intervenuto anche il presidente del Bundestag, il cristianodemocratico Wolfgang Schaeuble, ex ministro delle Finanze, ma la tensione resta alta. Oggi diversi media hanno rilanciato la notizia, partita da Twitter, che addirittura la storica alleanza tra Cdu e Csu sarebbe arrivata alla fine, facendo anche schizzare lo spread tra Btp e Bund a quota 230 punti. Il panico è rientrato solo quando il portavoce della cancelliera, Steffen Seibert, interpellato durante una conferenza stampa in corso su un'altra questione ha dichiarato: "Al momento ci sono forti indizi sul fatto che questa 'affidabile fonte Twitter' sia di fatto l'opposto. Molto probabilmente viene da un giornalista della Titanic". La Titanic è una rivista satirica nota per le sue burle politiche. "Dovremmo stare tutti calmi", ha aggiunto Seibert.

A fianco di Merkel si è schierato l'altro alleato di governo, la Spd di Andrea Nahles, che ha criticato il ministro dell'Interno, avvertendo: “È praticamente impensabile che si possa trovare una soluzione" se Seehofer darà corso alla sua minaccia di portare avanti il piano da solo.

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