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Venerdì, 2 Dicembre 2022
Futuro dell'Ue

Macron lancia una "comunità politica europea" allargata all'Ucraina (e forse al Regno Unito)

Il presidente francese si dice anche favorevole alla riforma dei trattati e superare la regola dell'unanimità in politica estera

Una Unione europea da riformare a partire dalla revisione dei trattati. E una Comunità politica europea fa creare per tenere dentro l'Ucraina e anche chi se n'è andato, come il Regno Unito. Sono le proposte lanciate dal pulpito dell'evento finale della Conferenza sul futuro dell'Europa dal presidente francese, appena riconfermato, Emmanuel Macron.

Nel Parlamento europeo della "sua" Strasburgo (una delle roccaforti elettorali del capo dell'Eliseo), Macron ha preso la parola dopo la leader della Commissione Ue Ursula von der Leyen e la presidente dell'Eurocamera, Roberta Metsola. Tutti d'accordo su un punto: le proposte di legge elaborate dai cittadini in dialogo con i politici durante la Conferenza devono avere delle risposte dall'Ue. E perché questo accada, serve rivedere i trattati. "Uno dei modi" per farlo, ha spiegato Macron, "è la convocazione di una convenzione per la revisione dei trattati. È una proposta del Parlamento europeo e la approvo", ha aggiunto.

Ma riformare i trattati per quale scopo? Per il capo dell'Eliseo, uno dei punti da rivedere è senza dubbio la regola dell'unanimità quando i 27 governi dell'Ue devono decidere sulla politica estera: a oggi, basta un voto contrario per fermare, per esempio, le sanzioni a un Paese terzo. L'embargo al petrolio russo ne è la prova, con l'Ungheria a tenere in stallo questa misura. 

Macron si è dichiarato anche favorevole a procedere anche con maggiore coraggio nell'uso delle "cooperazioni rafforzate" con le quali un gruppo di Stati può decidere di integrarsi a un livello superiore, ossia di prendere delle decisioni comuni senza attendere che a esse si adeguino tutti gli altri Paesi membri dell'Ue: "Dobbiamo accelerare il ritmo delle creazione di convergenze per affermare la potenza dell'Europa, purché si tratti di un percorso aperto a tutti, non esclusivo". Questi "gruppi di avanguardia" sono utili all'integrazione del continente, ha aggiunto. Macron ha anche aperto la porta all'idea di attribuire al Parlamento europeo il potere di iniziativa legislativa, a oggi appannaggio della Commissione. La posizione del capo dell'Eliseo non ha certo stupito gli esperti della bolla Ue. Ma che qualcosa si stia muovendo lo dimostra il fatto che una dozzina di governi europei siano usciti allo scoperto manifestando la loro contrarietà a riformare i trattati.

Meno divisiva, forse, è la seconda proposta di Macron emersa dal suo intervento a Strasburgo: la creazione di "comunità politica europea che sia una nuova organizzazione cui aderiscano le nazioni democratiche del Continente che aderiscono ai valori di base, un nuovo spazio di cooperazione politica, di sicurezza, in settori che vadano dall'energia ai trasporti". Si tratta, nell'idea di Macron, che è poi una vecchia proposta avanzata da un suo illustre predecessore, François Mitterrand, di un "complemento" della struttura della Ue, un allargamento che consente di tenere allo stesso tavolo Paesi come l'Ucraina ma anche ex membri come il Regno Unito.

La proposta nasce da un ragionamento: "La guerra in Ucraina e la legittima aspirazione del suo popolo, come della Georgia e della Moldavia, a unirsi all'Unione europea ci invitano a ripensare la nostra geografia e l'organizzazione del nostro Continente. L'Ucraina con il suo coraggio e la sua battaglia è già membro di cuore della nostra Europa, della nostra famiglia e della nostra Unione", ha premesso Macron. Questo però non significa che Kiev potrà aderire in fretta all'Ue: questo processo, ha avvertito il presidente francese, "richiede anni se non decenni". 

Del resto, ci sono Paesi come l'Albania e la Macedonia del Nord che da tempo sono impegnati nel loro percorso di adesione, e che hanno di recente terminato tutte le riforme richieste per entrare nel club. Ma a bloccare il loro ultimo passo era stato proprio Macron. Adesso, con la pressione crescente per l'avvicinamento di Kiev, il rischio è che l'allargamento Ue inglobi anche altri Paesi da tempo in lista d'attesa. Come uscire dall'impasse? Per il capo dell'Eliseo la risposta è nella Comunità politica europea: "Lavorerò nei prossimi mesi a questo progetto insieme con gli altri leader europei, ne va della stabilità del nostro Continente", ha assicurato.

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