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Sophie Pétronin. Foto dal profilo Twitter @StevenJambot

Sophie Pétronin. Foto dal profilo Twitter @StevenJambot

Liberata la francese rapita in Mali 4 anni fa. Come Silvia Romano rivela: "Ora sono musulmana"

Assieme a Padre Maccalli e Nicola Chiacchio, torna a casa la cooperante Sophie Pétronin, che ora ha deciso di chiamarsi Miriam. Afferma di essersi convertita alla religione islamica e dei suoi sequestratori dice: "Non chiamateli jihadisti"

Ha passato quattro anni nelle mani dei suoi rapitori in Mali ma ora finalmente Sophie Pétronin è tornata a casa. La donna sta bene, è “in piena forma”, ed è certa che tornerà a fare il suo lavoro, per un programma per la lotta alla malnutrizione. Come successe per l'italiana Silvia Romano anche lei, una volta liberata, ha annunciato di essersi convertita all'islam. La sua liberazione è avvenuta insieme a quella di Padre Maccalli e a Nicola Chiacchio, i due italiani che pure erano finiti nelle mani di gruppi jihadisti legati ad Al Qaida

In un'intervista a Rfi Pétronin ha raccontato che il sequestro “è stato lungo” ma che la donna oggi 75enne è riuscita a “trasformarlo in una sorta di ritiro spirituale”. “In questo modo, le cose si fanno più facili, accettavo quello che mi capitava, non ho opposto resistenza. E poi, ecco ne sono uscita”, ha affermato la cooperante che ora ha deciso di cambiar eil suo nome in Miriam. 

La cooperante era detenuta in una prigione a cielo aperto: “La giornata trascorreva bene. Con l'alba a est, il tramonto a ovest e il sole e a mezzogiorno perpendicolare. L'aria era pulita”. “E la cosa forse più difficile per me - aggiunge - era sapere che avevo creato un problema per mio figlio che lo avrebbe scosso, che gli chiedevo di sovra moltiplicare le sue energie, ma dentro di me ero sicura che sarebbe riuscito a farmi liberare”, ha sottolineato prima di partire per la Francia dove è stata accolta dal presidente Emmanuel Macron.

La sua liberazione, le modalità e anche la tempistica, sono ancora piene di punti interrogativi. “Per il Mali - ha detto - io pregherò, implorerò le benedizioni e la misericordia di Allah, perché io sono musulmana. Voi mi chiamate Sophie, ma davanti a voi c'è Mariam”, ha aggiunto rivolta ai giornalisti. Un epilogo che ricorda la storia della cooperante italiana Silvia Romano, rapita nel 2018 in Somalia e che rientrata in Italia ha annunciato la sua conversione e il suo nuovo nome, Aisha. 

Pétronin ha anche fatto alcune dichiarazioni assolutorie nei confronti dei propri rapitori. “Ma perché chiamarli jihadisti, perché fanno la jihad? Jihad in francese si dice guerra. E c'è una guerra fra i gruppi di opposizione armate al regime. Hanno chiesto la liberazione dei loro affiliati nelle prigioni”, ha sostenuto respingendo così la definizione dei guerriglieri islamisti.

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