Fuori Kyenge e Mussolini, dentro mr Papeete e il "talebano": eletti e sconfitti del nuovo Parlamento Ue

La candidata del Pd e la forzista non ce l'hanno fatta a essere riconfermate. A rappresentare l’Italia ci saranno 28 leghisti, 18 dem, 14 del M5s, 8 di FI e 5 di FdI. Tante new entry e il ritorno di Berlusconi

Poche conferme, tante bocciature e molte new entry. Finite la maratone elettorali, è tempo di conoscere chi saranno gli europarlamentari che rappresenteranno l’Italia a Bruxelles e Strasburgo. E anche di ricordare chi ha provato a tornare in emiciclo, ma che ha dovuto fare i conti con la fuga di elettori. Tra i “bocciati” eccellenti troviamo l’ex-ministra Cécile Kyenge, la capodelegazione del M5s in Europa Laura Agea, la ex berlusconiana (oggi in Fratelli d’Italia) Elisabetta Gardini e Alessandra Mussolini. Doppia delusione per gli eredi del Duce: nemmeno Caio Giulio Cesare, candidato con Fratelli d’Italia, è riuscito a ottenere le preferenze necessarie per entrare all’Eurocamera. 

I bocciati

Tra le altre vittime eccellenti del severo giudizio degli elettori troviamo l’ex-eurodeputata ed ex-commissaria europea Emma Bonino. Stesso destino per gli “euro-aspiranti” Daniela Santanché, Federico Pizzarotti, Pippo Civati e Nicola Fratoianni. Stupisce anche la mancata elezione dell'ex sindaco di Livorno dei 5 stelle, Filippo Nogarin

Le percentuali altalenanti dei partiti italiani offrono il lasciapassare a una serie di politici sconosciuti al grande pubblico, che si sono però guadagnati un posto a Strasburgo per rappresentare l’Italia. 

La pattuglia leghista

Tra i 28 leghisti in Europa troviamo alcuni che di certo non si emozioneranno di fronte alla bandiera azzurra stellata. Come la palermitana Francesca Donato, presidente dell’associazione “Progetto Eurexit”, già candidata (ma non eletta) con l’allora Lega Nord alle europee del 2014. Vola a Bruxelles con il dichiarato obiettivo, consultabile nei documenti programmatici di Eurexit, di tornare alla Lira, in modo da “emettere la moneta necessaria” per finanziare gli investimenti e rilanciare l’economia. Dello stesso avviso è il più famoso Antonio Maria Rinaldi, economista fresco di prima elezione, già autore del libro “Europa Kaputt. (S)venduti all’Euro”.

LEGGI ANCHE: Ecco tutti gli eurodeputati eletti in Italia 

Le porte di Strasburgo si aprono anche per Massimo Casanova, proprietario del Papeete Beach. Nato come stabilimento balneare di Milano Marittima, il Papeete ha introdotto nei primi anni 2000 l’happy hour in spiaggia: un dj fa partire le danze dal pomeriggio, trasformando la spiaggia in una discoteca. L’idea piace alla gente e il Papeete diventa, in pochi anni, organizzatore di eventi in tutta Italia, “format itinerante” e marca di abbigliamento. E Casanova diventa “amico fraterno” di Matteo Salvini, come racconta nell’intervista a Giovanna Greco di Foggia Today. L’imprenditore bolognese è il leghista più votato, dopo Salvini, nel collegio Sud. 

Anche il “talebano” Vincenzo Sofo entra in quota Lega. Dalle pagine del suo blog “Il talebano: come si fa una destra”, lavora dal 2012 per “il rinnovamento del progetto leghista in chiave identitaria”. Spesso definito nazionalista, ha recentemente ammesso che “lo Stato nazionale, così come lo abbiamo concepito nel secolo scorso, resta comunque un modello in crisi”. Porta a Bruxelles la sua agenda politica di “sovranismo europeo”, ma resta da vedere come si tradurrà a livello di pratico.

Gli altri eccellenti

Tra i nuovi deputati più noti al grande pubblico ci sono senza dubbio l'ex Iena Dino Giarrusso con i 5 Stelle, il medico di Lampedusa Pietro Bartolo e l'ex ministro Carlo Calenda, entrambi con il Pd. Ultimo per ordine, ma non certo per importanza, c’è anche l’ex-Cavaliere Silvio Berlusconi. Più che di una “new entry” si tratta di un grande ritorno: Berlusconi fu europarlamentare da 1999 al 2001, quando abbandonò lo scranno per diventare presidente del Consiglio.

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A vent’anni esatti dal primo insediamento, il leader di Forza Italia torna alla guida di quel che rimane del suo partito all’Eurocamera, composto da soli 8 europarlamentari a fronte dei 17 eletti nella scorsa legislatura. Ma guai a darlo per sconfitto. Perché in politica, come nei consigli d’amministrazione delle imprese, i voti non si contano, si pesano.

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