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Sabato, 2 Marzo 2024
Persona non grata / Ucraina

Perché il presidente tedesco Steinmeier non è benvenuto in Ucraina

Doveva visitare il Paese ma gli è stato detto di non essere gradito perché considerato vicino a Mosca, ma pesa anche la riluttanza di Berlino a inviare armi e approvare le sanzioni energetiche

Il presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier “non è benvenuto” in Ucraina, e una sua visita non è gradita. Secondo quanto riportato dalla Bild, che cita fonti diplomatiche ucraine, gli “stretti legami con la Russia” del capo della Repubblica federale sono il motivo per cui, almeno per ora, questi non è persona gradita a Kiev.

Steinmeier si trovava a Varsavia quando ha ricevuto la notizia, che suona come un’umiliazione per la prima carica istituzionale della Germania. Stava pianificando una visita congiunta con il presidente polacco Andrzej Duda e gli omologhi di Estonia, Lettonia e Lituania nella capitale ucraina. “Ero pronto a farlo, ma apparentemente, e devo prenderne atto, questo non era auspicato a Kiev”, ha dichiarato. A quanto pare l’Ucraina non ha perdonato a Steinmeier, che proviene dalle fila dei socialdemocratici dell’Spd, i legami storici del suo partito con Mosca (tra cui il più plateale è la presenza concessa nel cda di Gazprom dell’ex cancelliere Gerhard Schroeder, che ha soprasseduto alla costruzione di entrambi i gasdotti Nord Stream).

Ma non è tutto: Steinmeier è stato ministro degli Esteri di Angela Merkel, e in tale qualità era stato uno dei protagonisti degli accordi di Minsk per la soluzione della crisi ucraina del 2014. Secondo gli ucraini, però, la sua interpretazione del patto di pace era troppo favorevole alla Russia e la cosiddetta “formula Steinmeier” (che prevedeva in sintesi delle elezioni libere nelle repubbliche separatiste del Donbass monitorate dall’Occidente) sarebbe servita da pretesto al Cremlino per lanciare la recente invasione (per proteggere dal “genocidio” la popolazione russofona della regione). Inoltre, pare che il presidente ucraino Volodymyr Zelensky non abbia mandato giù la riluttanza tedesca nel mandare armi al Paese aggredito, per non parlare dell’esitazione nell’imporre sanzioni realmente efficaci su Mosca.

Da qualche tempo la classe dirigente tedesca è immersa in un profondo dibattito sulle proprie responsabilità nell’attuale crisi e sugli errori storici commessi con la politica di avvicinamento alla Russia degli ultimi decenni. In questo contesto, Steinmeier ha pubblicamente riconosciuto che il sostegno al progetto Nord Stream 2 era stato “chiaramente un errore” e che non aveva compreso la “follia imperiale” del presidente russo Vladimir Putin. A quanto pare, tuttavia, per Kiev non è stato sufficiente, come non lo è stato il suggerimento di Steinmeier di processare Putin ed il suo ministro degli Esteri Sergej Lavrov per crimini di guerra, né il riconoscimento dell’impossibilità di un ritorno a rapporti “normali” con Mosca.

Del resto, la Germania è troppo dipendente dalla Russia (per l’energia, ma non solo) per poter prendere d’un tratto decisioni dure dopo una generazione di politiche accomodanti verso il Cremlino. Il governo del socialdemocratico Olaf Scholz sta bloccando i tentativi di alcuni Paesi Ue di imporre un embargo su gas e petrolio russi, mentre ha ottenuto una proroga di quattro mesi sul divieto alle importazioni di carbone. E lo stesso Scholz avrebbe rifiutato di autorizzare la consegna di armamenti pesanti all’Ucraina, malgrado la fornitura fosse già pronta e fosse stata appoggiata dalla sua ministra degli Esteri Annalena Baerbock (Verdi).

Eppure, Kiev ha fatto sapere che, se per Steinmeier la porta è chiusa, rimane aperta per Scholz: “Il mio presidente e il governo sarebbero molto felici se il cancelliere Olaf Scholz visitasse Kiev”, ha dichiarato l’ambasciatore ucraino a Berlino, Andrij Melnyk. Ma ha precisato anche che la visita dovrebbe incentrarsi sulla fornitura di armi pesanti all’Ucraina.

Tuttavia ci sono ancora forti resistenze nei circoli della difesa tedesca: secondo il generale Erich Vai, ex-consulente per la sicurezza di Merkel, l’invio di questi armamenti potrebbe “aprire la strada alla terza guerra mondiale”, mentre quello che serve ora sono le trattative per la pace. Senza contare, ha aggiunto, che i militari ucraini sono addestrati solamente per i sistemi d’arma di fabbricazione sovietica, mentre per quelli che potrebbe vendere la Germania servirebbero anni di addestramento.

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