Johnson procede spedito verso la Brexit e promette la fine dell'austerità

La presidente della Commissione von der Leyen in missione a Londra mentre il Parlamento si appresta al voto finale sul divorzio. Il governo promette più spesa per i servizi sociali

Addio Europa a addio austerità. Boris Johnson procede come un treno verso il divorzio dall'Unione europea e continua con le promesse di un Regno Unito migliore lontano dall'Ue. Oggi i deputati britannici hanno ripreso i lavori dopo le feste natalizie e giovedì torneranno a votare l'accordo sul divorzio che ha superato la prima prova del voto il 20 dicembre passando con 358 sì e soli 234 no. Sono attesi emendamenti, ma non colpi di scena.

von der Leyen a Londra

Il tema sarà al centro delle discussioni che il premier avrà con la nuova presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, in missione a Londra dove terrà anche un discorso alla London School of Economics. Sono passati tre anni e mezzo dal referendum del 2016, che vide il 52% dei cittadini scegliere l'uscita dall'Ue e ora, una volta adottato definitivamente l'accordo tra Londra e Bruxelles dai Comuni, dopo un passaggio alla Camera dei Lord e l'assenso della Regina Elisabetta II, il testo dovrà essere ratificato dal Parlamento europeo e a quel punto il Regno Unito lascerà l'Ue il 31 gennaio alle 23 ora locale, dopo 47 anni di vita comune. Si aprirà allora un periodo di transizione che durerà fino alla fine dell'anno e durante il quale continueranno ad applicarsi le regole europee, senza che Londra sieda nelle istituzioni, e saranno avviate le discussioni per i futuri rapporti commerciali tra Gran Bretagna e Unione.

Il nuovo bilancio

Ma il nuovo governo conservatore già promette mari e monti per convincere i cittadini che la scelta è stata giusta. L'11 marzo verrà presentato il primo bilancio post-Brexit con l'atteso aumento della spesa per servizi pubblici che dovrebbe sancire la fine di un decennio di austerità. Lo ha annunciato il ministro delle Finanze Sajid Javid, sostenendo che il Bilancio permetterà di tradurre in fatti i recenti annunci, indirizzati soprattutto alle fortezze operaie dell'Inghilterra settentrionale e centrale, colpite dalla de-industrializzazione e dai tagli alla spesa e che hanno abbandonato il Labour per portare a compimento il divorzio. "Con questo budget vogliamo liberare il potenziale del Regno Unito, aprire un nuovo capitolo dell'economia e lanciare un decennio di rinnovamento", ha detto Javid, che ha già promesso miliardi di investimenti aggiuntivi in sanità, scuola e polizia, aumento dei salari minimi da aprile a 8,72 sterline l'ora. Javid intende fissare nuove regole di bilancio per svincolare il Paese dal tetto del 2% di deficit/Pil e rinviare l'equilibrio verso il 2025, ma ha assicurato che il debito resterà sotto controllo.

Leadership Labour

E nel tentativo di perdere i consensi perduti alle scorse elezioni il Labour sta entrando nel pieno della campagna per scegliere il successore di Jeremy Corbyn alla guida del partito. Keir Starmer, Segretario ombra per la Brexit, ha confermato la sua candidatura con i sondaggi che lo danno favorito. Starmer ha annunciato la sua candidatura in una lettera al Daily mail, proclamando la necessità di ricostruire al più presto la fiducia verso il partito. Contrario all'uscita dall'Ue, Starmer aveva sostenuto la necessità di un secondo referendum, scelta che però si è rivelata mortale per il partito. La sua figura sembra comunque mettere d'accordo i radicali e i moderati e potrebbe riuscire a ricucire gli strappi degli ultimi anni. Oltre a lui in corsa altri 5 candidati al momento: la delfina di Corbyn, Rebecca Long Bailey, poi Emily Thornberry, Jess Phillips, Clive Lewis, Lisa Nandy e Angela Rayner.

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