Sabato, 13 Luglio 2024
Rischi per la salute / Spagna

Perché l'Italia sta respingendo la carne dalla Spagna

Le autorità di controllo hanno rifiutato dei filetti di cinghiale, di cui la Spagna è uno dei principali esportatori in Ue. Risulta contaminata in modo significativo col piombo dei proiettili dei cacciatori

La selvaggina è finita al centro delle tensioni commerciali tra Italia e Spagna. Negli ultimi mesi le autorità italiane, insieme a quelle portoghesi, hanno respinto le spedizioni di prodotti contenenti carne di cinghiale provenienti dalla penisola iberica. Un danno per Madrid, che è il principale esportatore di questi prodotti nell'Unione europea. La ragione va cercata negli elevati livelli di piombo rilevati, che sono un rischio soprattutto per la salute di bambini e donne in gravidanza. Le indagini dell'Agenzia spagnola per la sicurezza alimentare (Aesan) hanno confermato la contaminazione, rilevando quanto sia difficile estrarre tutte le particelle e consigliando di cambiare il metallo nei proiettili. I cacciatori iberici si rifiutano però di cambiare le munizioni perché costerebbe troppo. 

Problemi di salute connessi al piombo

In base alle norme dell'Unione Europea, scatta l'allarme nei casi in cui il piombo, presente nelle munizioni utilizzate per abbattere gli animali, abbia superato di oltre 100 volte i livelli massimi consentiti. Questo metallo pesante se ingerito può comportare una serie di problemi di salute, soprattutto nei minori. "La contaminazione della carne di selvaggina da parte del piombo contenuto nelle munizioni è un vecchio problema che può comportare rischi significativi per la salute dei consumatori. Il piombo è un metallo pesante che si accumula nei tessuti e influenza lo sviluppo neurologico dei bambini", ha spiegato al quotidiano spagnolo El Pais Antonio Juan García Fernández, professore di Tossicologia all'Università di Murcia. Negli adulti può provocare anche problemi cardiovascolari e renali. Per queste ragioni il consumo di carne di selvaggina viene sconsigliato ai bambini sotto i sei anni, alle donne incinte e a quelle che pianificano una gravidanza. Per gli adulti la raccomandazione è un consumo massimo di una porzione a settimana (circa 150 grammi). 

Munizioni frammentate nelle carcasse

Secondo il docente spagnolo non ci sono grandi rischi nel caso di un consumo occasionale, ma va tenuto conto della sovrapposizione con altre fonti nocive a cui sono esposti i cittadini, come quelle ambientali. "Il rischio può essere maggiore per i cacciatori stessi e le loro famiglie, consumatori abituali", ha sottolineato il docente, autore di uno studio intitolato  Toxic Risks of Lead Ammunition and its Alternatives in Hunting Activity. Nella ricerca, l'esperto ha rilevato che "qualsiasi tipo di munizione di piombo si frammenta dopo l'impatto del proiettile, provocando una dispersione di piombo nei tessuti dell'animale ucciso". Questa dispersione determina una serie di rischi,  dato che non tutti i frammenti vengono individuati e rimossi dalla carcassa dell'animale ucciso. I frammenti di questo metallo pesante in molti casi di disperdono sotto forma di piccole particelle microscopiche (a volte nanoparticelle) nei tessuti. La totale eliminazione risulta insomma impossibile. 

L'allarme in Italia

Il primo "rifiuto" da parte dell'Italia risale al 5 dicembre scorso, in base a quanto rilevato dal Sistema di allarme rapido per gli alimenti e i mangimi dell'Unione europea (Rasff). A novembre  era stato preceduto da un caso di contaminazione emerso in Portogallo e relativo a filetti di cinghiale. Nel nostro Paese invece il prodotto interessato era definito come "carnetta di cinghiale" e i livelli riscontrati risultavano triplicati rispetto ai massimi autorizzati. Dopo aver ricevuto le notifiche, l'Agenzia spagnola per la sicurezza alimentare ha aperto delle indagini, confermando che il piombo che ha causato la contaminazione proveniva dalle munizioni utilizzate durante la caccia ai cinghiali colpiti.

Nonostante le verifiche, l'Associazione interprofessionale carni selvaggina spagnola (Asiccaza) sostiene che i prodotti siano sicuri, grazie all'utilizzo di metal detector nelle sale di trattamento delle carcasse. Secondo i datori di lavoro del settore, "la contaminazione da piombo può avvenire naturalmente a causa dell'esposizione ambientale degli animali in luoghi dove, ad esempio, ci sono vecchie miniere o depositi di questo metallo, ma questo colpisce l'intero ecosistema, non solo i cinghiali", hanno scritto in una nota. 

Spagna principale esportatore di selvaggina

Il caso interessa tutta l'Unione europea, dato che la Spagna è il più grande produttore ed esportatore di carne di selvaggina, nonostante non sia un grande consumatore. Il 90% degli animali sono destinati al mercato estero, in particolare verso Italia, Germania, Francia, Belgio, Olanda e Portogallo. In base agli ultimi dati disponibili (2017-18) quasi 650mila pezzi di selvaggina di grossa taglia sono stati macellati, con un valore di mercato delle loro carni pari a 57,1 milioni di euro. Cinghiali (355mila pezzi) e cervi (182mila) risultano gli animali più cacciati. 

Selvaggina venduta in Italia

E la carne di selvaggina venduta in Italia? Gran parte proviene dai Paesi dell'Est Europa e solo una quantità ridotta può essere considerata "made in Italy". Quest'ultima proviene da abbattimenti inseriti nelle sessioni di caccia programmate dalle autorità regionali. Dopo la cattura segue un iter certificato nei centri di lavorazione, dove opera anche la vigilanza veterinaria. Questi prodotti riportano i marchi "Selvatici e Buoni" e "Firmato dagli Agricoltori Italiani" e provengono principalmente da Lombardia e Piemonte. In base ai dati diffusi della società Metro Italia, che rifornisce la grande distribuzione e la ristorazione, nel 2023 sono state commercializzate circa 20 tonnellate di carne di cinghiale surgelata nei punti vendita affiliati. Il 70% di questa carne proviene dall'estero, soprattutto dai Paesi balcanici, mentre il restante 30% è italiana. Non siamo riusciti al momento a reperire dati precisi rispetto alla quantità di importazioni dalla Spagna.

Munizioni alternative

Secondo l'agenzia spagnola per la sicurezza alimentare bisognerebbe limitare l'uso di munizioni in piombo "a favore di altre alternative disponibili", cioè munizioni realizzate con altri metalli, come acciaio, rame o alcune leghe. Opzioni che però non sono ancora molto diffuse nei territori di caccia. Questo perché secondo la Federazione spagnola di caccia, il cambio di metalli nei proiettili avrebbe un impatto economico eccessivo. I cacciatori iberici non hanno intenzione di sostenere queste spese. 
 

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