Giovedì, 21 Ottobre 2021
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In Islanda sfuma (per un soffio) il primato di un parlamento a trazione femminile

Dai primi risultati sembrava che le donne fossero in maggioranza, ma dopo un riconteggio le cose sono cambiate. Solo a Cuba e in Ruanda le deputate sono più dei colleghi maschi

In Islanda, anche se solo per qualche ora, c'è stato per la prima volta nella storia (almeno in Europa) un parlamento a maggioranza femminile. In realtà si è trattato solo un'illusione dovuta a un errore di conteggio nelle prime fasi di scrutinioquando è risultata una maggioranza femminile di 3 deputate: 33 sui 63 seggi disponibili. Ma in seguito a un riconteggio il numero di parlamenttari elette è stato portato a 30, riportando quindi una maggioranza maschile.

Nomeri incoraggianti

Si tratta comunque di numeri incoraggianti per quanto riguarda la parità di gener ein politica, e non molto comuni se si pensa che la percentuale di donne nell'Assemblea unicamerale sarà del 47,6 per cento. Questo risultato è ancora più importante se si pensa al fatto che l'Islanda non ha un sistema di "quote rosa", anche se alcuni partiti richiedono che un numero minimo di candidati siano donne. L’isola da sempre si è contraddistinto per il suo impegno nella lotta per l’uguaglianza di genere, è stato infatti il primo Paese al mondo ad eleggere un presidente donna nel 1980: Vigdis Finnbogadottir. Da dodici anni a questa parte è considerata dal Word Economic forum lo Stato più avanzato al mondo in materia di uguaglianza di genere, offre lo stesso congedo parentale sia ai padri che alle madri e la sua prima legge sulla parità di retribuzione tra uomini e donne risale al 1961.

Donne in politica nel mondo

Quello islandese comunque non sarebbe stato un primato a livello mondiale. Come riporta l’Inter-Parliamentary Union, un centro di ricerca chesi occupa di democrazia, Ruanda e Cuba sono le uniche nazioni al mondo in cui le assemblee sono a maggioranza femminile. Solamente due Stati poi, il Messico e gli Emirati Arabi, hanno invece una situazione di parità esatta per quanto riguarda la rappresentanza. Questo però è un dato che non rispecchia, in particolar modo nel caso degli Emirati Arabi, il livello di parità di genere nel paese ma è una ocnseguenza di un sistema elettorale che prescrive che la metà dei seggi siano assegnati a donne. Il nostro Paese non si distingue invece per la percentuale di donne in politica e così l’Italia si posiziona solo alla trentacinquesima posizione a livello mondiale, con una percentuale di 35,7 per cento di donne in Parlamento.

Le elezioni

In Islanda, lo scorso 25 settembre si sono svolte le elezioni parlamentari, il voto ha portato a qualche leggero cambio di equilibri. Il precedente governo era formato da una maxi-coalizione composta dal Partito dell’Indipendenza (conservatore), dal partito progressista (centrodestra) e dal Movimento sinistra-verde. Nelle nuove elezioni il centrodestra ha guadagnato cinque seggi rispetto alla tornata del 2017, mentre i verdi, la cui leader Katrin Jakobsdottir era primo ministro, ne hanno persi tre. I conservatori si aggiudicano invece il primo posto con 16 seggi e il 24,4 per cento dei voti. Secondo la Reuters, i membri del governo  intendono rinnovare la precedente coalizione.

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