Venerdì, 22 Ottobre 2021
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Johnson ha fallito, doveva seguire l'esempio dell'Italia

Un report del Parlamento britannico accusa il governo di gravi errori commessi nei primi mesi di gestione della pandemia: "Migliaia di morti evitabili"

Un rapporto del Parlamento britannico punta il dito contro la gestione dell’emergenza Covid-19 da parte del governo guidato da Boris Johnson, soprattutto nelle sue fasi iniziali. Nonostante alcuni meriti oggettivi, il governo ha commesso diversi gravi errori che hanno provocato migliaia di morti altrimenti evitabili. Dal mancato lockdown alla ricerca dell’immunità di gregge, passando per un tracciamento inesistente: questi alcuni dei principali problemi individuati dai deputati.

Le accuse a Johnson

Il comitato parlamentare per la salute e quello per le scienze hanno pubblicato un report sulle lezioni apprese fino a oggi dalla pandemia da coronavirus. Nel pesanti ci sono accuse pesanti contro l’esecutivo. I deputati non usano mezzi termini: la gestione delle prime fasi della pandemia, le più cruciali, è stata definita “uno dei più grandi fallimenti di salute pubblica che il Regno Unito abbia mai conosciuto”. Al premier Boris Johnson vengono contestate diverse scelte: su tutte, quella di aver inizialmente puntato sul raggiungimento dell’immunità di gregge e quella, parallela, di non imporre da subito un lockdown “esteso” sul modello cinese o italiano. L’approccio del governo è stato “fatalista” e, si legge nelle 150 pagine del dossier, “avrebbe dovuto essere contestato duramente”. Si stima che “molte migliaia di morti si sarebbero potute evitare” se fosse stato introdotto un regime più severo di lockdown e se fossero state coinvolte maggiormente le strutture della sanità territoriale.

Prospettiva bipartisan

Il rapporto è stato redatto da esperti e politici bipartisan: i presidenti delle commissioni parlamentari coinvolte, Jeremy Hunt e Greg Clark, sono entrambi ex-ministri dei Tory, il partito di Johnson. Sotto accusa sono finiti anche i consiglieri scientifici del governo, colpevoli di aver “fuorviato” la politica nell’approvazione di misure graduali e progressive anziché drastiche. Ma ci sono anche stati risultati “rimarchevoli”: ad esempio, la capacità del Sistema sanitario nazionale (Nhs) di potenziare le dotazioni delle terapie intensive, o la velocità con cui i vaccini sono stati somministrati alla popolazione, o ancora lo sviluppo dei test clinici per il rilevamento del Covid-19 (tra i primi al mondo). Insomma, la risposta di Londra alla pandemia “ha combinato dei grossi risultati con dei grossi errori”, ed “è vitale imparare da entrambi”. Secondo gli ultimi dati dell’Oms, nel Regno Unito i decessi da Covid-19 sono oltre 137.730: nel nostro Paese si attestano intorno ai 131.300.

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