Torna l’incubo Covid-19 in Catalogna, ma i giudici dicono 'no' al secondo lockdown

La nuova ondata nella città di Lleida diventa terreno di scontro tra Barcellona e il Governo di Madrid. Confinamento rinviato dopo la decisione del tribunale locale

Un tribunale locale della Catalogna ha rifiutato di approvare un provvedimento di confinamento che avrebbe rinchiuso in casa circa 200mila persone nella città di Lleida e dintorni, dove nei giorni scorsi si è verificato un nuovo picco delle infezioni da coronavirus. Elena García-Muñoz Alarcos, la giudice che presiede il tribunale, ha dichiarato che non ratificherà il provvedimento ordinato dal Governo regionale catalano perché una decisione di questo tipo prevede un via libera anche da parte dell’esecutivo statale di Madrid. Una posizione che ha suscitato forti polemiche nella regione che storicamente si è scontrata più volte con il Governo centrale.

Le ragioni del 'no'

Il tribunale  ha anche espresso preoccupazione e dubbi in merito al fatto che il nuovo blocco sarebbe stato proporzionato, dato che si tratterebbe di un provvedimento “illimitato nel tempo”, una caratteristica che “ne aggrava ulteriormente il suo contenuto e le sue conseguenze”. Ad appoggiare la posizione del tribunale è la stessa procura provinciale di Lleida era contraria alla richiesta delle autorità politiche locali e aveva presentato ricorso contro il blocco della città e di altri sette comuni della regione.

Gli effetti della decisione

Alle persone nella zona di Lleida è stato proibito di spostarsi a partire dal 4 luglio. Le autorità regionali volevano anche impedire agli abitanti di lasciare la propria casa tranne che per lavoro, per vedere un medico, fare la spesa o fare sport. Con la sospensione del provvedimento e in attesa di un pronunciamento da Madrid, i cittadini non saranno ancora in grado di lasciare l'area di Lleida, ma potranno muoversi liberamente al suo interno, ha affermato il giudice nella decisione di oggi.

La posizione di Barcellona

“Considerando i dati epidemiologici ed il parere esperti, prendiamo una decisione difficile ma necessaria”, aveva scritto il presidente catalano Quim Torra su Twitter quando aveva annunciato la controversa decisione. “Tutti devono essere coinvolti per prevenire ulteriori infezioni di Covid-19”.

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