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Sabato, 13 Aprile 2024
L'agenda

Dalla guerra ai migranti: le 10 priorità dell'Ue per il 2023

L'invasione russa dell'Ucraina rimarrà in cima alle priorità dell'Unione europea anche nell'anno appena cominciato, così come lo è stata dall'alba del 24 febbraio scorso

Finché la guerra continuerà, l'Europa non si darà pace. L'invasione russa dell'Ucraina rimarrà in cima alle priorità dell'Unione europea anche nell'anno appena cominciato, così come lo è stata dall'alba del 24 febbraio scorso, da quando i missili russi hanno cominciato a piombare senza sosta sul suolo ucraino. Mentre le immagini di morte e disperazione continueranno ad arrivare dal Paese invaso, l'Ue difficilmente cambierà la sua ricetta a base di armi e aiuti a Kiev e sanzioni a Mosca. Tutte le altre priorità dell'Ue per il 2023 - fatta salva l'improbabile soluzione rapida del conflitto - dovranno dare la precedenza alla guerra, primo vero punto in agenda per il nuovo anno. 

Energia

La seconda priorità, strettamente collegata alla prima, è la questione energetica. L'anno scorso la sfida dei governi europei, dietro l'impulso di Bruxelles, è stata quella di liberarsi in fretta e furia dalla dipendenza dalla Russia. La missione è quasi compiuta, ma il diavolo è nei dettagli. L'Agenzia internazionale dell'energia recentemente ha avvertito che all'Ue quest'anno potrebbero mancare 30 miliardi di metri cubi di gas naturale essenziali per la sicurezza energetica dei 27 Stati membri. È dunque probabile che Bruxelles dovrà spingere sull'acceleratore degli acquisti comuni di metano dalle potenze energetiche straniere e continuare a investire massicciamente nella produzione interna di energia, oltre che nelle infrastrutture di interconnessione del mercato Ue.

Inflazione

L'incremento dei prezzi continuerà a togliere il sonno a milioni di europei alle prese con un aumento del costo della vita che potrebbe avere ricadute negative su tutta l'economia Ue. Bruxelles, almeno su questa partita, dovrà continuare ad assecondare le mosse di Francoforte, sede della Banca centrale europea, che con la sua strategia di aumento dei tassi spera di mettere un freno alla corsa del carovita anche al costo di sacrificare qualche punto di crescita economica. Le istituzioni europee non potranno comunque restare a guardare visto che l'aumento dei costi, oltre ad erodere il reddito delle famiglie, sta già riducendo la potenza di fuoco del limitato bilancio Ue. Di qui il probabile ricorso ai "nuovi strumenti", spesso evocati negli ultimi mesi ma ancora da proporre ufficialmente, anche per rispondere all'Inflation reduction act statunitense che, come abbiamo spiegato in altre occasioni, potrebbe aggravare i problemi dell'economia europea.

Green Deal

Il Green Deal, nato come la priorità numero uno della Commissione von der Leyen, è ormai scivolato fuori dal podio dei temi in agenda per il 2023. Tuttavia il piano di azzeramento delle emissioni inquinanti dell'Unione entro il 2050 continuerà a giocare un ruolo fondamentale nella politica di Bruxelles. La Commissione ha promesso passi avanti con le iniziative per rendere più 'verde' il settore dei trasporti. Ai blocchi di partenza c'è anche "la legislazione per nuove tecniche genomiche come la mutagenesi mirata o la cisgenesi" pensata per contribuire "a un sistema alimentare più resiliente e sostenibile attraverso prodotti vegetali innovativi", si legge nel programma della Commissione per il nuovo anno. Dopo la controversa proposta sugli imballaggi, Bruxelles tornerà sul tema dei rifiuti con una revisione delle regole sugli scarti alimentari e dell'industria tessile.

Bilancio

Il quarto punto in agenda è dedicato al bilancio, da intendere sia a livello nazionale che a quello europeo. Alla prevista riforma del Patto di stabilità, da portare a termine entro il 2023 per evitare il ritorno alle norme fiscali pre-Covid, la Commissione ha aggiunto una richiesta di revisione del Quadro finanziario pluriennale europeo. Si tratta di due facce della stessa medaglia: da una parte gli Stati dovranno trovare un accordo sulle proprie regole di bilancio per evitare nuove crisi del debito e garantire gli investimenti. Dall'altra dovranno anche decidere se concedere nuove risorse all'Ue e in che modo disciplinarne la spesa.

Migranti

L'aumento dei flussi migratori registrato negli ultimi mesi del 2022 ha catapultato nuovamente il tema degli arrivi di persone senza permesso di soggiorno al centro della scena politica continentale. La sfida è quella di sempre: ogni Paese Ue vede la sua 'crisi' migratoria e non pensa a quella degli altri Stati. E mentre i barconi continueranno ad arrivare a Lampedusa e i richiedenti asilo a dormire per strada a pochi metri dalle istituzioni europee, queste ultime dovranno giocare la loro partita ai tavoli negoziali dove giace da settembre 2020 la proposta di Patto Ue per la migrazione e l'asilo. Come ribadito a più riprese dalla Commissione, il nuovo accordo europeo di gestione dei migranti e dei richiedenti asilo va approvato entro la fine della legislatura, ovvero entro i primi mesi del 2024. L'esecutivo Ue ha definito "vitale" la definizione di "un quadro chiaro e solido per il nostro sistema di migrazione e asilo" visti "gli eventi alle nostre porte".

Stato di diritto

Difendere lo Stato di diritto continuerà a rappresentare una sfida di primo piano per l'Unione europea. In termini pratici Bruxelles continuerà il braccio di ferro con Ungheria e Polonia per ottenere il rispetto del minimo comune denominatore giuridico tra i Paesi Ue, senza il quale l'Unione stessa rischia di dividersi. Indipendenza della magistratura, libertà di stampa, rispetto delle minoranze e lotta alla corruzione sono i temi sui quali ci si aspetta un salto di qualità dai Paesi finiti nel mirino di Bruxelles, che potrebbe nuovamente usare l'arma del congelamento dei fondi Ue per ottenere le attese riforme.

Sanità

Uscita dalla fase più acuta della pandemia, l'Ue si trova ancora a fare i conti con le debolezze dei sistemi sanitari nazionali venute a galla negli ultimi anni. Nel 2023 Bruxelles spera di fare passi avanti sull'Unione sanitaria, la ricerca contro il cancro e la prevenzione delle nuove emergenze. Tra queste ultime vanno incluse l'attuale carenza di farmaci e le ferite aperte dalla pandemia in termini di long-Covid e salute mentale. Temi sui quali Bruxelles dovrà sgomitare tra le competenze nazionali per ritagliarsi uno spazio. 

Allargamento

Il dossier dell'allargamento è tornato ai primi posti tra le priorità dell'Ue a causa della guerra e in chiave anti-Mosca. L'aggressione all'Ucraina, da una parte, ha ricordato ai Paesi vicini all'Unione il valore dell'appartenenza alla stessa comunità politica. Dall'altra, ha risvegliato la necessità dell'Ue di accogliere al suo interno gli Stati più 'affini' per rendersi a sua volta più sicura e coesa.

Digitale

Il capitolo della digitalizzazione nel 2023 comprende un nuovo piano sulle materie prime per garantire una fornitura diversificata e incoraggiare il riciclaggio dei materiali. Bruxelles vuole accelerare anche in materia di formazione in occasione dell'Anno europeo delle competenze appena cominciato, un'iniziativa che mira fornire la necessaria riqualificazione e miglioramento delle competenze della forza lavoro Ue e attrarre professionisti del settore digitale nel continente.

L'incognita Qatargate

Dopo le dieci priorità, per Bruxelles c'è un'incognita di nome Qatargate. Lo scandalo sulla corruzione nelle istituzioni Ue da parte di Paesi stranieri (i primi coinvolti sono il Qatar e il Marocco) potrebbe avere dei risvolti imprevedibili sulla politica europea. Le indagini delle autorità belghe finora hanno rivelato il coinvolgimento di eurodeputati, assistenti parlamentari ed ex membri del Parlamento europeo. In attesa dei risultati finali dell'inchiesta e dei processi che seguiranno, è lecito chiedersi fin da subito cosa intenda fare l'Ue per prevenire futuri scandali dello stesso tipo che minacciano la credibilità dell'intero 'progetto europeo'.

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