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Venerdì, 3 Febbraio 2023
L'emergenza

Mancano i centri d'accoglienza, a Bruxelles 3mila migranti lasciati in strada al gelo

Critiche dal Consiglio d'Europa: "Sforzi insufficienti". Anche la destra fiamminga contro il governo belga per i bambini costretti a dormire all'aperto. E il sindaco della capitale apre l'ex stadio Heysel per ospitarli

La capitale belga, che ospita le principali istituzioni europee, non sembra in grado di offrire l'assistenza di base né un rifugio sicuro a migliaia di migranti arrivati negli ultimi mesi. Le associazioni che offrono aiuto ai senzatetto hanno denunciato che a Bruxelles dalle 2mila alle 3mila persone stanno dormendo per strada perché mancano i posti nei centri d'accoglienza per i richiedenti asilo. Una situazione di emergenza documentata anche da una recente lettera della commissaria per i Diritti umani del Consiglio d'Europa che ha rimproverato le autorità belghe per aver lasciato senza dimora 1.500 persone nel solo mese di ottobre. 

La denuncia

Quanto fatto da Bruxelles per rispondere all'aumento delle domande d'asilo, si legge nella lettera della commissaria Dunja Mijatovic al governo, "non sembra essere sufficiente per far fronte alla complessità e all'ampiezza dei bisogni esistenti". Dall'inizio di quest'anno, si legge ancora, "in più di 4.500 casi, Fedasil - ovvero l'ente che dovrebbe accogliere i richiedenti asilo - è stata condannata dal Tribunale del lavoro di Bruxelles a fornire alloggio e assistenza materiale" ai migranti ignorati dalle autorità. Si tratta in buona parte di afghani, siriani e persone di altre nazionalità non beneficiarie della "protezione temporanea" concessa immediatamente dal Belgio a oltre 60mila ucraini arrivati nel Paese dall'inizio dell'invasione russa.

Le critiche degli amministratori

Il quadro descritto dalle ong e dal Consiglio d'Europa, organizzazione internazionale a difesa dei diritti dell'uomo che non fa parte dell'Unione europea, deve però fare i conti con le difficoltà incontrate dal governo centrale a trovare una sistemazione per i richiedenti asilo, visto anche il 'no' alla loro accoglienza espresso da diversi amministratori locali. Catherine Moureaux, sindaca di Molenbeek, di recente si è opposta a rendere permanente un centro d'accoglienza temporaneo installato nel comune che amministra capace di ospitare 600 persone. Moureaux ha sostenuto che Fedasil debba offrire assistenza a 7mila senzatetto e che le inadempienze del governo centrale siano "un vero problema per lo Stato di diritto". Moureaux ha quindi puntato il dito contro "la scena politica fiamminga", e "la ministra per l'Asilo e la migrazione Nicole de Moor" come "responsabili del deterioramento della situazione". Un'emergenza che una settimana fa ha convinto il sindaco di Bruxelles, Philippe Close, ad aprire i locali dello stadio Re Baldovino, l'ex Heysel, per accogliere i migranti lasciati per strada. 

Accuse anche da destra

Intanto la maggioranza che include socialisti, verdi, liberali e cristiano-democratici di entrambe le comunità linguistiche del Belgio (francofona e fiamminga) ha dovuto fare i conti con le critiche arrivate anche dall'opposizione fiamminga, tradizionalmente contraria all'accoglienza dei migranti. L'esponente dei conservatori fiamminghi Theo Francken, predecessore di de Moor, ha sostenuto che quando lui era ministro "dare un letto ai bambini non accompagnati era la linea rossa. Anche quando era necessario aprire sale sportive e donare culle", ha aggiunto il nazionalista fiammingo, criticando il governo per le migliaia di persone lasciate per strada.

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Bruxelles si difende

Ma la diretta interessata, la ministra de Moor, non ci sta a passare come responsabile della situazione di emergenza che si trascina avanti ormai da diversi mesi ma che potrebbe raggiungere la sua fase più acuta nelle settimane più fredde dell'anno. "Oltre ai 62mila ucraini registrati ai sensi della direttiva sulla protezione temporanea, 33.340 persone hanno presentato domanda di asilo in Belgio nei primi 11 mesi del 2022", ha scritto la ministra belga rispondendo al Consiglio d'Europa. "Oggi stiamo facendo tutto il possibile per evitare che le persone siano costrette a dormire per strada", ha aggiunto l'esponente del governo belga. "Disponiamo della più grande rete di accoglienza nella storia del nostro Paese, composta da 33mila posti con oltre 7mila in più creati nell'ultimo anno", ha sostenuto de Moor. "Le misure di emergenza vengono attuate, ma le misure strutturali ovviamente richiedono tempo per dare i loro frutti", ha concluso la ministra promettendo un maggiore impegno da parte del governo.

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