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Mercoledì, 19 Giugno 2024
Il caso / Polonia

"La guerra non è colpa di tutti i russi": tv pubblica licenzia la corrispondente da Roma

La reporter è finita nel mirino per un tweet contro i crimini del nazismo pubblicato il Giorno della Memoria

L'emittente statale polacca Tvp ha licenziato la sua corrispondente da Roma per aver affermato che non tutti i russi vanno considerati responsabili per l'invasione dell'Ucraina. La giornalista Magdalena Wolinska-Riedi è stata rimossa dal suo incarico anche per aver sostenuto che i polacchi hanno "succhiato l'odio con il latte materno" in uno scambio con alcuni utenti su Twitter. 

A stretto giro, riportano i media polacchi, i vertici della tv di Stato si sono detti "indignati" per il fatto che la giornalista "considera i polacchi russofobi e germanofobi". “Nella Tvp non c'è posto per le parole che attaccano l'interesse nazionale polacco. Tvp non si identifica con dichiarazioni che fanno parte della propaganda russa", si legge in una nota del canale televisivo. 

I guai per la corrispondente da Roma sono iniziati venerdì scorso - Giorno della Memoria per le vittime dell'Olocausto - quando la donna ha twittato la fotografia di sua figlia all'ex campo di concentramento nazista di Auschwitz, che si trova nell'attuale Polonia. "È necessario trasmettere alle giovani generazioni la conoscenza delle profondità dell'inferno che i nazisti hanno preparato per il mondo", ha scritto la corrispondente. 

Il tweet ha irritato numerosi utenti polacchi che hanno criticato la giornalista per aver menzionato i "nazisti" senza precisare che questi erano "tedeschi". Questo tema torna ciclicamente sotto i riflettori in Polonia, dove in tanti preferiscono specificare la nazionalità dei nazisti per chiarire quale Paese sia stato responsabile dell'Olocausto e per evitare che i polacchi vengano incolpati per i crimini commessi nel loro territorio occupato durante la Seconda guerra mondiale. 

Rispondendo ai suoi follower, Wolinska-Riedi ha obiettato che non tutti i tedeschi erano responsabili dell'Olocausto. "I russi di oggi sono responsabili della guerra in Ucraina o lo sono Putin e i suoi uomini?", è stata la domanda provocatoria posta dalla giornalista che ha irritato ancora di più chi aveva criticato il suo primo tweet. "Quindi stigmatizziamo l'intera nazione russa per la follia di Putin. Probabilmente solo noi polacchi, che abbiamo succhiato l'odio con il latte materno, possiamo interpretare le cose in questo modo".

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Poche ore dopo, la corrispondente si è scusata per le sue osservazioni. Tuttavia, il giorno dopo ha perso l'incarico che ricopriva dal 2015.

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