Sabato, 16 Ottobre 2021
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Basta "amori criminali": le fan dei serial killer non potranno più avere rapporti con loro

Stretta della Danimarca contro il fenomeno delle "groupie". Da Cutolo a Charles Manson sono tanti quelli che hanno trovato l'amore in prigione

Ammirare un criminale, conosciuto magari perché famoso, e iniziare ad avere una corrispondenza con lui fino ad innamorarsi, sposarlo e addirittura farci dei figli. Può sembrare un qualcosa di estremo ma è un fenomeno più comune di quanto si possa pensare. Nel mondo della psicologia si parla di "ibristofilia", un termine coniato dallo psicosessuologo Johon Money, che definiva così l'attrazione verso individui violenti che hanno compiuto crimini, omicidi o stupri, e che lui affermava sarebbe comune soprattutto tra le donne, in particolare quelle con bassa autostima o che hanno avuto una figura paterna assente o violenta. Al di là delle definizioni e categorizzazioni scientifiche, i casi a livello mondiale sono stati tanti.

La stretta in Danimarca

In Danimarca proprio allo scopo di cercare di frenare questo fenomeno è stato addirittura deciso di vietare agli ergastolani di entrare in contatto con nuove persone. Una nuova legge prevede che i condannati potranno continuare ad avere scambi di lettere e a incontrare solamente uomini e donne che hanno conosciuto o prima di finire in galera o al massimo durante i primi dieci anni di prigionia. Il provvedimento vieta anche di scrivere post riguardanti la propria storia sui social media o discuterne in dei podcast, cose permesse fino a questo momento. Il ministro della giustizia danese ha affermato che i carceri "non dovrebbero essere in grado di usare le nostre prigioni come centri di incontri o piattaforme mediatiche per vantarsi dei loro crimini" aggiungendo poi che "abbiamo visto esempi disgustosi negli ultimi anni di prigionieri che hanno commesso crimini abominevoli contattando i giovani per ottenere la loro simpatia e attenzione".

Il caso Madsen

A fare scandalo è stato soprattutto il caso di Peter Madsen, condannato al carcere a vita nel 2018 per il brutale omicidio della giornalista svedese Kim Wall, da lui invitata per un'intervista nel suo sottomarino e lì violentata, uccisa e fatta a pezzi. L'uomo in carcere ha avuto delle storie d'amore con almeno due donne. L'uomo ha conosciuto e poi sposato nel 2020 Jenny Curpen, 39enne artista russa, dopo corrispondenze e visite iniziate poco dopo la sua condanna nell'aprile 2018. Ma ha anche avuto una relazione telefonica e scritta con Cammilla Kürstein, che lo ha contattato per la prima volta quando era una studentessa appena diciassettenne nel 2017. La giovane l'anno scorso ha detto all'emittente pubblica danese DK che era "assolutamente innamorata di lui".

Charles Manson

Quello delle “groupie” dei criminali non è un fenomeno recente, il primo di cui si abbia traccia risale all0inizio del secolo scorso: Henri Landru, serial-killer francese condannato a morte nel 1922, ricevette durante i suoi quattro anni di carcere circa 800 proposte di matrimonio. Più recente il caso di un altro serial killer, lo statunitense Ted Bundy, condannato per l’omicidio di 35 donne ma sospettato per quello di oltre 100, che riceveva quotidianamente in carcere oltre 200 lettere da parte di sue ammiratrici. Altro esempio molto più famoso è quello di Charles Manson, leader di una sorta di setta che pianificò diversi omicidi a Los Angele, tra cui quello della moglie del regista Roman Pola?ski. Manson ebbe una relazione con una ventiseienne sua fan, Afton Elaine Burton, con cui aveva iniziato una corrispondenza mentre lui aveva più di 80 anni. In carcere riceveva circa 20mila lettere l’anno e per la sua morte è stata organizzata dalle sue fan una raccolta fondi per garantire al condannato una degna sepoltura. Il fenomeno è molto più diffuso negli Stati Uniti e nei paesi Scandinavi, in quanto in queste nazioni è molto più semplice entrare in contatto con i detenuti. Negli Usa un sito permette di entrare direttamente in contatto con un criminale di propria scelta.

I casi italiani

Sebbene più rari rispetto ad altre parti del mondo, non mancano i casi anche nel nostro paese. In Italia, tre famosi criminali hanno sposato delle ammiratrici conosciute quando già si trovavano dietro le sbarre: è il caso di Renato Vallanzasca, Raffaele Cutolo e Angelo Izzo.

Vallanzasca, anche conosciuto come il “bandito dagli occhi di ghiaccio”, è un criminale milanese responsabile di numerose rapine, sequestri, omicidi ed evasioni, condannato a quattro ergastoli, ovvero 295 anni di reclusione. Entrò per la prima volta in carcere a soli otto anni, dopo aver fatto fuggire una tigre dal circo. L’uomo, considerato come uno dei banditi più desiderati di sempre, ha sposato nel 1979 la sua prima moglie Giuliana Brusa, una delle tante ammiratrici che gli scrivevano regolarmente. L’unione avvenne il 14 luglio 1979 nel carcere di Rebibbia ma la storia finì e i due divorziarono. Dopo il divorzio ebbe un secondo matrimonio, questa volta con la sua amica d’infanzia Antonella D’Agostino. Quest’ultima ha raccontato alle telecamere di Sky di come suo marito ricevesse migliaia di lettere da parte delle sue ammiratrici, aggiungendo che spesso queste lettere provenivano da “impiegate, banchiere, parenti di alti prelati, persone molto per bene”.

L'altro caso è quello del celebre boss della Nco, la Nuova camorra organizzata, Raffaele Cutolo, la cui storia è stata anche raccontata da Giuseppe Tornatore nel film "Il camorrista", che ha segnato il suo esordio alla regia. Cutolo sposò nel carcere dell’Asinara la diciassettenne Immacolata Iacone. I due si conobbero poiché la ragazza sarebbe andata a trovarlo nella pausa di un processo al tribunale di Napoli, l’uomo la chiese in matrimonio promettendole “tra due anni esco e ti sposo”. Ma il boss, morto proprio nel febbraio di quest’anno, non potè manternere del tutto la sua promessa perché uscì mai dal carcere, ma sposò comunque la donna. I due hanno avuto anche una figlia attraverso la fecondazione assistita.

C'è poi il caso di Angelo Izzo, meglio conosciuto come il "mostro del Circeo" , condannato inizialmente per aver sequestrato, seviziato e ucciso due ragazze di 17 e 19 anni. Nel 2004, dopo aver ottenuto la semilibertà, l'uomo si macchiò le mani di altri due assassini: quello della  moglie e della figlia di Giovanni Maiorano, ex affiliato (poi pentito) della Sacra corona unita. Izzo sposò nel 2010 la giornalista Donatella Papi divorziando poi dopo solamente un anno. I due si erano conosciuti quando lui era già in carcere da tantissimo tempo, la giornalista ha sempre dichiarato la presunta innocenza del marito.

Non solo donne

Ma non sono solamente le donne che tendono a innamorarsi perdutamente dei fuorilegge più pericolosi. Sono infatti numerosi, anche in Italia, i casi di uomini che si invaghiscono di criminali. Amanda Knox, accusata dell’omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher e poi assolta, ricevette nella prima settimana di detenzione 35 lettere di suoi ammiratori e addirittura una proposta di matrimonio. Erika De Nardo, responsabile del delitto di Novi Ligure in cui assieme al suo fidanzato uccise la madre e il fratellino, ebbe all’inizio degli anni 2000 una relazione con un ragazzo che iniziò a scriverle dopo il suo arrivo in carcere.

Negli Stati Uniti Susan Atkins, complice di Charles Manson, si sposò due volte durante il suo periodo di detenzione, entrambi i mariti erano suoi ammiratori conosciuti tramite corrispondenza. Il primo matrimonio fu con un presunto multimilionario chiamato Donald Lee Laisure, ma la Atkins fece annullare l'unione dopo aver scoperto che non era così ricco come aveva dichiarato e che era stato sposato circa 35 volte. Nel 1987, la donna si sposò con lo studente di legge ad Harvard James Whitehouse,15 anni più giovane di lei. Rimasero insieme fino al 2009, anno della morte della donna.

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