Giornalista accusa Casalino: "Seleziona le domande da fare a Conte"

Polemica a Bruxelles a margine della conferenza stampa del premier dopo il Vertice Ue. Il corrispondente del Corriere della Sera, Ivo Caizzi se la prende con il portavoce di Palazzo Chigi

Domande comunicate in via preventiva e usate come base per selezionare i giornalisti a cui concedere la parola. E' questa l'accusa mossa dallo storico corrispondente del Corriere della Sera a Bruxelles, Ivo Caizzi, nei confronti di Rosso Casalino, portavoce del premier Giuseppe Conte. "Presidente, per sua cortesia, volevo dirle che non è corretto chiedere preventivamente che tipo di domande noi dobbiamo fare", ha premesso Caizzi rivolgedosi direttamente al premier durante la consueta conferenza stampa di Conte a margine del Vertice Ue. Per poi attaccare: "Il suo portavoce" lo ha fatto e "ha poi selezionato le domande sul cellulare, escludendo quelle" ritenute più scomode.  

Il premier non si è scomposto: "Gli italiani ci ascoltano, Caizzi. Faccia la domanda che vuole fare", ha tagliato corto dando la parola al giornalista del Corriere. La domanda 'scomoda' di Caizzi, per la cronaca, riguardava la mancata partecipazione di Conte al mini-summit tra alcuni leader Ue che ha preceduto la seconda giornata di lavori a Bruxelles. C'erano i leader di Germania, Francia, Spagna, Olanda e Belgio, tra gli altri. Ma non l'Italia. Il motivo, ha spiegato lo stesso Caizzi, è che Conte non appartiene alle famiglie politiche che compongono la maggioranza di governo nell'Ue, a differenza dei leader presenti all'incontro.

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Detto questo, per alcuni resta il rischio che il nostro Paese possa restare escluso dai tavoli che contano, ha argomentato il giornalista del Corriere. "State tranquilli - ha risposto secco Conte -  Siamo un pilastro di questa nuova legislatura (europea, ndr), l'Italia recita una parte importante", come dimostrato dalla nomina di David Sassoli alla guida del Parlamento Ue e di Paolo Gentiloni al ruolo di commissario agli Affari economici, ha ricordato il premier. 

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