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Sabato, 28 Maggio 2022
Guerra in Ucraina

Giornali online oscurati e reporter dietro le sbarre: la guerra di Mosca alla libertà di stampa

Il Cremlino non fa sconti neanche ai più giovani: quattro studenti di giornalismo condannati a due anni di "lavoro correttivo"

Gli ultimi in ordine di tempo sono stati i siti web di Radio France Internationale (Rfi) e del quotidiano indipendente Moscow Times. Come tante altre testate giornalistiche, i due portali di informazione sono ora censurati in Russia, in modo che i cittadini non possano leggere le notizie giudicate “false” dall’agenzia statale per il controllo dei media, Roskomnadzor. La soglia di tolleranza del Cremlino per la libertà di stampa, già da prima della guerra in Ucraina soggetta a strette limitazioni, si è quasi azzerata nelle ultime settimane. E chi diffonde le notizie scomode alla narrazione filo-russa rischia ben più che la censura. 

Lo sa bene Mikhail Afanasyev, caporedattore di Novy Fokus, giornale locale della regione russa della Khakassia. L’uomo è stato arrestato mercoledì dalle forze di sicurezza russe per aver riferito sul sito web di Novy Fokus che undici poliziotti antisommossa avevano rifiutato di partire per l’Ucraina. Afanasyev è stato accusato di aver diffuso "informazioni deliberatamente false" sulle forze armate russe. Un reato che prevede una pena detentiva massima di dieci anni ai sensi di una legge introdotta il mese scorso proprio reprimere la diffusione di notizie ‘scomode’ alla versione del Cremlino, che vieta persino di chiamare ‘guerra’ o ‘invasione’ il conflitto in Ucraina, ribattezzata ufficialmente come ‘operazione militare speciale’. 

Non è la prima volta che il giornalista Afanasyev viene preso di mira dalle autorità russe. Come riferisce il Guardian, il cronista siberiano ha pubblicato numerose inchieste sulla criminalità organizzata e sui presunti abusi di potere da parte di funzionari locali della regione della Khakassia. Nel 2009 era stato accusato di diffamazione dopo aver pubblicato articoli che criticavano la risposta del governo russo a un'esplosione nella più grande centrale idroelettrica del Paese.

Anche il reporter Sergei Mikhailov, fondatore del settimanale LIStok, si troverebbe in regime di custodia cautelare per aver sostenuto "richieste di sanzioni contro la Russia”. Il sito web della testata è stato oscurato da marzo per "promozione" di attività contrarie alle azioni di Mosca in Ucraina. 

La guerra di Mosca alla libertà di stampa non fa sconti nemmeno ai più giovani reporter. Quattro studenti di giornalismo sono infatti stati condannati mercoledì scorso a due anni di "lavoro correttivo" per aver diffuso un video online nel quale difendevano la libertà di riunione dei giovani russi.

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