Vieni da Paese a rischio? Senza test non entri. Così Berlino vuole fermare il Covid

Il controllo veloce in aeroporto permetterà di fermare i contagiati, ma bisogna decidere cosa fare con gli ammalati. Al momento viene richiesta la quarantena a chi entra, ma non tutti la rispettano

Foto Ansa EPA/ENRIC FONTCUBERTA

Richiedere di mantenere il social distancing o di mettersi in quarantena non è abbastanza per fermare l'ingresso di nuovi casi di coronavirus dall'estero. Per questo la Germania di Angela Merkel ha deciso che obbligherà tutti le persone provenienti da Paesi a rischio a fare il test se vorranno entrare nel Paese.

La misura, che come spiega la Deutsche Welle, dovrebbe applicarsi a 16 nazioni in cui il numero dei casi è ancora troppo alto, è stata concordata in via di principio dai ministri della Salute dei diversi lander durante una videoconferenza con il ministro federale Jens Spahn. Al momento i viaggiatori in arrivo da Paesi dove vi sono alti livelli di contagio sono tenuti a rispettare la quarantena per 14 giorni, una misura però difficile da controllare. Per questo Berlino vuole rendere i controlli agli aeroporti obbligatori, la cosa però al momento ha ricevuto una cauta reazione da parte dei gestori degli scali.

"Se le autorità sanitarie ordineranno il test veloce, dovrà essere effettuato dai loro funzionari”, ha dichiarato l'Associazione tedesca degli aeroporti, secondo cui "bisogna anche determinare come trattare i passeggeri che sono risultati positivi". Il premier bavarese Markus Söder ha dichiarato domenica che le autorità del Land stavano lavorando all'installazione di centri di prova negli aeroporti bavaresi "dove chiunque può essere testato gratuitamente in qualsiasi momento".

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La diffusione del contagio nel Paese, nonostante i nuovi focolai scoppiati nel mattatoio di Toennies nella città di Rheda-Wiedenbrueck, in Nord Reno-Vestfalia, che ha causato circa 2mila contagi, sembra ancora sotto controllo. Le autorità sanitarie della hanno registrato ieri 569 nuovi casi e sei morti nelle ultime 24 ore, contro le 522 infezioni e i quattro decessi del giorno precedente, portando a un totale di 203.368 contagiati e 9.101 vittime. Secondo il Robert Koch Institut l'indice di contagio, calcolato sulla trasmissione del virus negli ultimi dieci giorni, è dello 0,89, contro l'1,04 del giorno precedente.

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