Un fucile divide la Germania: "Finanzia i massacri in Yemen". E Berlino ferma la commessa

Travolto dalle polemiche dell'opposizione e dei pacifisti, il governo di Angela Merkel ha annullato il contratto con la fabbrica d'armi Haenel, controllata dal ministero della Difesa degli Emirati Arabi, per la fornitura di 120mila Mk556: avrebbero dovuto sostituire un arsenale vecchio di 23 anni

Una protesta a Berlino contro l'export di armi in Yemen

Niente da fare: l'esercito tedesco per il momento dovrà continuare a usare i fucili d'assalto G36, in dotazione dal 1997. Il governo ha infatti annullato il contratto da 250milioni di euro con la fabbrica d'armi Haenel per la fornitura di 120mila Mk556 nuovi di zecca e prodotti dalla Haenel. La motivazione ufficiale è che sono state riscontrate "possibili violazioni della legge sui brevetti" da parte di Haenel. Ma dietro la decisione è difficile non ravvedere le polemiche scoppiate all'indomani dell'assegnazione della commessa, con l'opposizione e gruppi pacifisti a contestare l'azienda vincitrice per i suoi legami con gli Emirati Arabi.

La Haenel, infatti, pur essendo un'azienda tedesca, è controllata dal gruppo Merkel, a sua volta di proprietà di Caracal, controllata da Edge, azienda per la difesa degli Emirati Arabi Uniti, spiega l'agenzia Nova. L'opposizione ha pertantio accusato il governo di finanziare in questo modo il conflitto in Yemen. Gli Emirati, infatti, sono parte attiva nella guerra civile scoppiata nel Paese asiatico nel 2015 in quanto membri della coalizione a guida saudita, che sostiene il governo legittimo contro i ribelli sciiti Houthi, appoggiati dall'Iran.

I deputati dell'opposizione contestano anche la bontà della scelta tecnica: secondo alcuni esperti, infatti, i fucili della Haenel hanno un costo troppo basso e questo potrebbe essere sintomo di scarsa qualità. Accuse che fanno, d'altro canto, il gioco H&K, che dal 1956 è fornitore ufficiale della Bundeswehr; l'armata tedesca, e che aveva prodotto i fucili d'assalto attalmuente in dotazione. Anche H&K aveva partecipato alla gara con i modelli Hk416 e Hk443, venendo però sconftta da Haenel, che aveva presentato un'offerta più bassa. H&K, che è controllata da una società francese, aveva presentato ricorso, lamentandndo  che i test condotti dai valutatori della Difesa erano "metodologicamente inesatti". In particolare, la valutazione della precisione "non è stata impeccabile dal punto di vista scientifico". Inoltre, H&K aveva accusato Haenel di dumping sui prezzi. Adesso, il governo ha annunciato che rivedrà le procedure di gara per valutare se tali accuse sono fondate. Ma è indubbio che a Berlino ci si interroghi anche sui risvolti politici di un finanziamento indiretto agli Emirati Arabi.

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