Nel 2070 gli europei saranno il 4% della popolazione mondiale, gli africani il 32%

Asiatici stabilmente primi con oltre il 50% su scala globale. Il rapporto Ue certifica la crisi delle nascite nel Vecchio Continente, dove l'aspettativa di vita è sempre più alta

Foto Ansa

Nel 2070, la popolazione africana sarà otto volte superiore a quella europea, il cui numero è condannato alla stagnazione a causa della bassa natalità. È quanto emerge dai risultati della prima relazione sull'impatto dei cambiamenti demografici, presentata ieri dalla Commissione europea. La recente crisi del coronavirus “ha messo in luce molte vulnerabilità, alcune delle quali sono legate ai profondi cambiamenti demografici che già colpiscono le nostre società e comunità in tutta Europa”, ha spiegato Dubravka Suica, vicepresidente dell’esecutivo europeo. Tra le priorità di lavoro fissate dalla responsabile della Commissione per la Demografia ci sono anche “l'accesso ai servizi, l'assistenza di prossimità e persino la solitudine”, fenomeno che colpisce soprattutto la popolazione anziana, in grande crescita in tutto il continente. 

Bassa natalità

La popolazione europea invecchia e non cresce di numero soprattutto perché le famiglie fanno meno figli. Il fenomeno arcinoto in Italia coinvolge ormai l’intero Vecchio Continente, dal momento che dagli anni '60 alla metà degli anni '90, il numero medio di gravidanze in Europa è diminuito dappertutto per stabilizzarsi nei decenni successivi. Nel 2018, l’indice di natalità è stato di 1,55 bambini per donna. Questo valore è inferiore al valore di 2,1 considerato il livello richiesto per mantenere costante i numeri della popolazione in assenza di migrazione. “Quasi nessuna regione in Europa - si legge nella relazione - ha un tasso a questo livello, con alcune regioni che registrano un tasso inferiore a 1,25”. “Questo è il caso ad esempio nel nord-ovest della penisola iberica, nel sud-est dell'Italia e in Sardegna e in alcune parti della Grecia”, precisa la Commissione. Aumenta invece l’età media delle mamme, che dal 2001 al 2018 è passata da 29 anni tondi a 30,8.

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Sempre più anziani

L’invecchiamento medio della popolazione, oltre che alla scarsa natalità, è dovuto all’incremento dell’aspettativa di vita “aumentata di circa 10 anni per uomini e donne negli ultimi cinque decenni”. “La pandemia - scrive la Commissione - ha messo in luce le vulnerabilità di una popolazione che invecchia, ma si ritiene che non abbia probabilmente cambiato questa tendenza generale positiva sull'aspettativa di vita”. Nel 2070, si prevede che l'aspettativa di vita alla nascita nell’Ue raggiungerà gli 86,1 anni per gli uomini, rispetto agli attuali 78,2. L’aspettativa delle donne dovrebbe raggiungere i 90,3 anni, rispetto agli 83,7 calcolati nel 2018. Quanto a longevità, Italia e Spagna fanno la parte del leone in Europa, con medie già stabilmente superiori agli 83 anni di aspettativa nella maggior parte delle loro regioni. Europa dell’Est e repubbliche baltiche registrano invece indici ben inferiori, che spesso si aggirano attorno ai 75 anni di aspettativa alla nascita. 

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Il mondo nel 2070

Nel 1960 la popolazione dei 27 Stati che oggi fanno parte dell’Ue rappresentava circa il 12% della popolazione mondiale. Un rapporto che oggi è sceso a circa il 6% e “si prevede che scenderà al di sotto del 4% entro il 2070”, spiegano i funzionari Ue. L'altro notevole sviluppo è “l'incremento della percentuale dell'Africa nella popolazione mondiale: aumenterebbe dal 9% al 32%, mentre la percentuale di la popolazione asiatica diminuirebbe leggermente”.

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La ricchezza Ue

Anche la quota europea del Pil globale si sta riducendo. Nel 2004, l'Europa rappresentava il 18,3% della ricchezza mondiale, percentuale che si è già ridotta al 14,3% nel 2018. “Con il calo della popolazione in età lavorativa, esiste il rischio che questa tendenza continui o addirittura acceleri”, si legge nella relazione. “Gli Stati membri diventeranno attori economici più piccoli, ma collettivamente l'Ue continuerà a essere un importante attore economico, politico e diplomatico”, rassicura la Commissione.

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