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Martedì, 30 Novembre 2021
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Parlamento Ue: "Matrimoni e adozioni Lgbt siano riconosciuti in tutta Europa". Ma Lega e FdI votano contro

Strasburgo chiede che maggiori diritti in tutti Paesi membri. La destra italiana si oppone, salvo poche eccezioni

Riconoscere in tutti i Paesi dell'Unione europea i "matrimoni tra persone dello stesso sesso" e "come genitori legali gli adulti menzionati nel certificato di nascita di un bambino", anche quelli di coppie Lgbt+. E' quanto chiede il Parlamento europeo in una risoluzione approvata a Strasburgo. Il testo è passato con 387 voti favorevoli, 161 contrari e 123 astensioni. Lega e Fratelli d'Italia hanno votato compatti contro la risoluzione. Mentre tra le fila del Ppe, di cui fa parte Forza Italia, si contano due voti a favore (l'ex 5 stelle Adinolfi e Dorfmann) e due astenuti (l'ex leghista Caroppo e Martusciello).

Il diritto alla libera circolazione e il caso rumeno

Secondo la risoluzione del Parlamento Ue, "il diritto di libera circolazione delle persone Lgbt+ non è pienamente garantito all’interno dell’Ue". Il Parlamento chiede che "i matrimoni tra persone dello stesso sesso vengano comparati agli altri e quindi riconosciuti da tutti gli Stati membri". Il non riconoscimento di queste unioni implica "il venir meno di diritti fondamentali quali il ricongiungimento familiare".

Secondo lo studio “Ostacoli alla libera circolazione delle famiglie arcobaleno nell'Ue”, a causa delle politiche di alcuni Stati europei “in molti casi, quando attraversa il confine tra due Stati membri dell'Unione, la coppia (Lgbt+, ndr) cessa di essere legalmente riconosciuta come tale. I membri sono considerati due persone prive di legami tra loro e i figli passano dall'avere due genitori legali ad averne uno solo o, in alcuni casi che interessano la gestazione surrogata, nessuno”. E' questo il caso della Romania: una sentenza della Corte di giustizia dell'Ue ha stabilito che il riconoscimento dei coniugi, in base alla direttiva Ue sulla libera circolazione, si applicano anche alle coppie dello stesso sesso. Nonostante la sentenza, Budapest continua a negare tale riconoscimento, e pertanto il Parlamento ha chiesto, nella risoluzione, che la Commissione intraprenda azioni per spingere il governo rumeno ad adeguarsi alla giustizia europea. 

La questione adozioni

Nella risoluzione, inoltre, il Parlamento esorta "tutti i Paesi Ue a riconoscere come genitori legali gli adulti menzionati nel certificato di nascita di un bambino. Più in generale, le famiglie arcobaleno dovrebbero disporre dello stesso diritto al ricongiungimento familiare delle coppie di sesso opposto e delle loro famiglie. E, per garantire che i bambini non diventino apolidi quando le loro famiglie si spostano tra Stati membri, le famiglie dovrebbero essere trattate allo stesso modo in tutta l'Ue", si legge in una nota di Strasburgo. Infine, i deputati chiedono che l’Ue rafforzi le azioni contro Polonia e Ungheria. I Paesi sono accusati di violazioni dei diritti fondamentali a causa delle loro politiche considerate ostili alla comunità Lgbt+. 

Tra i partiti italiani che hanno sostenuto la risoluzione c'è il Movimento 5 Stelle, che attacca Lega e Fratelli d’Italia per "l'ennesimo voto oscurantista". Secondo l'eurodeputata pentastellata Sabrina Pignedili, "ancora una volta, quando si tratta di riconoscere i diritti dei cittadini europei", Lega e FdI "si schierano con l’estrema destra e i sovranisti negando il mutuo riconoscimento delle relazioni familiari, quelle Lgbtqi incluse. Per fortuna la stragrande maggioranza dei parlamentari europei ha respinto questa deriva riconoscendo in un importante voto il sacrosanto principio che chi è genitore in un Paese è infatti genitore in tutti i Paesi europei", conclude.

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