L'Ue chiede (di nuovo) più poteri sulla sanità contro il Covid-19: "Siamo già in ritardo"

Bruxelles non vuole più farsi trovare impreparata alle minacce pandemiche. Svelata la proposta di condivisione di 'big data' sui letti liberi, terapie intensive e personale medico a disposizione. Ma perché il piano entri in funzione serve l'ok degli Stati membri

L’Unione europea della salute proposta dalla Commissione rischia di arrivare tardi per combattere il Covid-19. Ad ammetterlo sono gli stessi funzionari Ue che ieri hanno presentato il piano alla stampa, ma che hanno evidenziato anche la necessità di fare di più per coordinare meglio i sistemi sanitari europei. Un tema già emerso durante la prima ondata di coronavirus, che avevo visto crescere il malcontento nei confronti di Bruxelles, accusata di non aver agito in tempo per frenare epidemia e crisi economica. Ma la sanità nell'Ue resta ancora di stretta competenza dei singoli Stati membri, che finora si sono opposti a qualsiasi cessione di potere in materia. Compresa la cessione dei dati sanitari (come quelli delle terapie intensive). 

Il piano di Bruxelles

Le proposte messe sul tavolo da Bruxelles - da oggi all’esame degli Stati membri e del Parlamento europeo - partono dal rafforzamento delle due agenzie che hanno avuto un ruolo più importante nell’attuale crisi, ovvero il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie e l’Agenzia europea per i medicinali. Ma Bruxelles precisa che nel 2021 verrà proposta anche “una nuova autorità europea per la preparazione e la risposta alle emergenze sanitarie”, ancora senza nome ma già ribattezzata “la Barda europea”. Il termine viene preso in prestito dall’americana Biomedical Advanced Research and Development Authority, il potente dipartimento statunitense responsabile della risposta alle minacce per la salute: dalla pandemia di Covid-19 agli eventuali attacchi terroristici per mezzo di armi batteriologiche. 

Le aspettative dei cittadini

“In tempi di crisi - ha detto la commissaria alla Salute Stella Kyriakides - i cittadini si aspettano giustamente che l'Ue assuma un ruolo più attivo” per difendere la salute che rappresenta  “più che mai una preoccupazione essenziale”. Di qui le tre proposte adottate dal Collegio dei commissari Ue e che mirano, oltre che a rafforzare il mandato e le risorse delle agenzie europee, a creare un sistema di condivisione dei ‘big data’ sui sistemi ospedalieri, in modo da unire le forze di fronte a un’eventuale nuova minaccia pandemica o di altro tipo. 

Scambio informazioni e stress test

Gli Stati membri - secondo il testo proposto - dovranno intensificare la comunicazione sugli indicatori di tenuta dei sistemi sanitari come la disponibilità di posti letto ospedalieri, la capacità di cure specialistiche e cure intensive e il numero di personale medico qualificato. Si prevede anche una dichiarazione di ‘stato d’emergenza Ue’ che innescherebbe un maggiore coordinamento e consentirebbe lo sviluppo, lo stoccaggio e l'approvvigionamento di prodotti rilevanti per la crisi. Il testo sulle minacce transfrontaliere prevede anche un rafforzamento della preparazione alle crisi sanitarie tramite l'adozione di piani a livello nazionale con il sostegno del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie. I piani, secondo la proposta Ue, verranno controllati e sottoposti a stress test dalla Commissione e dalle agenzie europee.

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