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Mercoledì, 29 Maggio 2024
Il voto / Portogallo

L'estrema destra avanza anche in Portogallo: chi è Chega e i legami con la Lega

Accusato di razzismo e fascismo, il giovane partito ha ottenuto il 18% dei seggi alle elezioni politiche. Alle urne vince il centrodestra, che però non intendere scendere a patti con gli eredi del dittatore Salazar

Dio, patria, famiglia. Il motto del dittatore António de Oliveira Salazar è tornato a scaldare i cuori di una buona parte dei portoghesi: Chega, il partito di estrema destra che per molti si ispira al leader fascista che governò il Paese per un trentennio, ha ottenuto il 18% dei voti alle elezioni generali del Portogallo. Le urne hanno decretato la fine del dominio del Partito socialista del premier uscente Antonio Costa e la vittoria di Luis Montenegro, a capo della coalizione di centrodestra Alleanza democratica (Ad). Ma il futuro del nuovo governo è più che incerto, proprio a causa del boom di Chega.

Nato nel 2019 dalla scissione di un gruppo di esponenti del Psd (una costola di Ad) guidati da André Ventura, Chega si è imposto sulla scena politica portoghese in brevissimo tempo puntando sulla lotta all'immigrazione e alla criminalità, e denunciando la corruzione dell'establishment di Lisbona. Ventura ha respinto a più riprese le accuse di razzismo mosse nei confronti della sua formazione, ma i legami del partito con movimenti fascisti e neonazisti sono stati messi in luce da diverse inchieste.

Un rapporto del Global project against hate and extremism (Gpahe), organizzazione specializzate nello studio dei movimenti estremisti, ha accusato Chega di aver accolto tra le sue fila suprematisti bianchi. Il portavoce nazionale dell'organizzazione giovanile del partito, Rui Miguel Candeias Cardoso, ha più volte "promosso la retorica anti-immigrazione della 'Grande Sostituzione'", la stessa abbracciata da diversi suprematisti che hanno compiuto stragi nel mondo prendendo di mira neri ed ebrei. Un'altra esponente di punta del movimento giovanile di Chega, Joana Pinto, non nasconde la sua passione per il dittatore Salazar: "Perché commemorare il 25 aprile (giorno dell'inizio della Rivoluzione dei garofani, il movimento che pose fine al fascismo e riportò la democrazia nel Paese, ndr) quando puoi commemorare il 28 di aprile (compleanno di Salazar)?", si legge in un suo post su X. 

Ventura ha cercato di allontanare gli esponenti più estremisti e imbarazzanti, cercando di affermarsi come un potenziale leader di governo. Ma finora il centrodestra portoghese ha rifiutato qualsiasi tipo di alleanza con Chega. Un cordone sanitario che Montenegro ha annunciato manterrà anche dopo queste elezioni, come promesso in campagna elettorale: il suo partito, Ad, ha ottenuto quasi il 30% dei voti e 79 seggi, troppo pochi per poter governare da solo. Servirebbero i 48 deputati di Chega, ma il leader moderato non intende venir meno alla promessa fatta. Per questo, ha lanciato un messaggio al centrosinistra affinché, pur restando all'opposizione, non faccia il gioco dell'estrema destra e si impegni in una cooperazione costruttiva per il Paese. 

Al di là delle questioni nazionali, il risultato portoghese potrebbe avere un impatto sui futuri assetti europei. Chega, alleato della Lega a Bruxelles, potrebbe aumentare la pattuglia dei sovranisti al Parlamento europeo. Dall'altra parte, con la sconfitta del Ps, i socialisti perdono un altro capo di governo nell'Ue (a oggi solo 4 leader socialisti siedono al tavolo dei 27) e rischiano di perdere anche la possibilità di nominare il prossimo presidente del Consiglio europeo, poltrona che vede tra i papabili proprio l'ex premier portoghese Antonio Costa.

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