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Sabato, 2 Marzo 2024
Verso il voto

Guida alle elezioni europee 2024

Inizia il lungo avvicinamento di Today a uno snodo mai così decisivo per il futuro dell'Europa. L'unica istituzione Ue eletta direttamente dal popolo si prepara all'appuntamento alle urne. Ecco come arrivare preparati (e informati) al voto dell'anno prossimo

Si avvicina l'appuntamento dell'Europa con i suoi cittadini. Nella primavera del 2024 sono previste le elezioni europee per scegliere i membri dell'unica istituzione Ue eletta direttamente dal popolo, il Parlamento europeo. Gli elettori dei 27 Stati membri, selezionando i propri 705 rappresentanti, potranno dire la loro sul futuro dell'Unione. In Parlamento europeo si giocano infatti molte partite chiave per la politica di Bruxelles: dal voto in plenaria sulla presidenza della Commissione al passaggio in Aula dei singoli testi legislativi prima che vengano concordati con i colegilsatori del Consiglio Ue (dove sono rappresentati i governi nazionali). 

Partecipazione 

Alla precedente tornata elettorale Ue l'affluenza si è attestata al 50,66%, il livello più alto dalle europee del 1994 e in controtendenza con la partecipazione al ribasso degli ultimi decenni. La sfida nel 2024 sarà dunque quella di superare questo dato o comunque mantenere l'asticella al di sopra della soglia psicologica del 50%. 

Come funziona il voto

Sebbene esistano alcune regole comuni sulla legge elettorale, come il sistema proporzionale, alcuni aspetti possono variare da Paese a Paese, ad esempio la possibilità di votare per posta o dall'estero. Anche i giorni delle elezioni possono essere diversi: normalmente iniziano di giovedì (il giorno in cui i Paesi Bassi vanno al voto) e finiscono di domenica (quando la maggior parte dei Paesi si reca alle urne). Il numero di membri eletti in ciascun Paese dipende dal numero di abitanti, con i Paesi più piccoli che beneficiano di più seggi rispetto a quelli che gli spetterebbero applicando il semplice rapporto di proporzionalità. Il numero di eurodeputati varia da 6 per Malta, Lussemburgo e Cipro a 96 per la Germania. L'Italia ne conta 76. 

I candidati corrono in rappresentanza dei partiti politici nazionali ma, una volta eletti, la maggior parte degli eurodeputati sceglie di entrare a far parte dei gruppi politici transnazionali. La maggior parte dei partiti nazionali è anche affiliata a un partito politico europeo.

I leader

Un altro fattore da tenere in considerazione è se il processo del candidato capolista, o Spitzenkandidat, verrà ripetuto alle elezioni europee del 2024. Questo sistema ha lo scopo di costruire un legame democratico tra l'unica istituzione dell'Ue eletta direttamente dai cittadini, il Parlamento europeo, e l'esecutivo dell'Ue, cioè la Commissione europea. Per raggiungere questo obiettivo i partiti europei hanno elaborato un sistema non vincolante che permette a ciascun partito Ue di proporre un candidato, o Spitzenkandidat, alla carica di presidente della Commissione. Secondo questo sistema, il partito che ottiene il maggior numero di voti alle elezioni europee dovrebbe indicare il nome del proprio prescelto al Consiglio europeo, che poi dovrebbe confermare tale scelta sottoponendola a sua volta al Parlamento europeo per la conferma finale.

Il processo dello Spitzenkandidat ha avuto successo alle europee del 2014, con Jean-Claude Juncker, il candidato capolista del Partito popolare europeo, che poi è stato scelto come candidato del Consiglio europeo e infine confermato dal Parlamento. Il sistema ha invece fallito alle elezioni del 2019 quando Ursula von der Leyen, non candidata come Spitzenkandidat, è stata eletta presidente della Commissione dopo essere stata proposta dal Consiglio europeo per risolvere lo stallo determinato dai veti incrociati sugli altri nomi dei capilista proposti dai partiti Ue.

L'inchiesta in corso

Un altro tema che certamente giocherà un ruolo nella prossima tornata elettorale Ue è quello della trasparenza. Le europee del 2024 saranno infatti il primo banco di prova dopo il Qatargate, il presunto giro di corruzione al Parlamento europeo per influenzare le scelte di singoli eurodeputati a favore di potenze straniere. Come annunciato dalla presidente Roberta Metsola nei giorni successivi all'apertura dell'indagine, il Parlamento sosterrà un processo di riforma che andrà a toccare il registro per la trasparenza e a introdurre uno strumento etico e una commissione speciale d'inchiesta. Argomenti che potrebbero influire nella campagna elettorale, ma anche nella fiducia dei cittadini nell'Ue e nella loro partecipazione alle urne.

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