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Giovedì, 18 Agosto 2022
Diritti degli animali / Belgio

Ebrei e musulmani uniti contro lo stop alla macellazione rituale

La regione di Bruxelles vuole vietare le uccisioni senza stordimento, tipiche delle tradizioni halal e kosher, il presidente dell'Esecutivo musulmano e quello del Concistoro centrale israelita si oppongono

Il dibattiti in Belgio sul divieto di macellazione degli animali senza stordimento preventivo ha unito ebrei e musulmani. Le due comunità religiose considerano questo divieto contrario alle loro esigenze alimentari, perché impedisce la produzione di carne halal o kosher, l'unica che possono mangiare, e che secondo i loro credi deve provenire da animali uccisi con questa pratica. Per la prima volta, il presidente dell'Esecutivo musulmano, Mehmet Üstün, e quello del Concistoro centrale israelita, Philippe Markiewicz, hanno parlato a una sola voce, per esprimere la loro posizione comune.

Tra due giorni il parlamento della regione di Bruxelles voterà per la messa al bando della macellazione senza stordimento, già vietata in Vallonia e nelle Fiandre. La proposta di divieto, presentata su iniziativa dei partiti Défi, e Open Vld (liberali) e Groen (verdi), è stata respinta mercoledì dalla commissione del Parlamento di Bruxelles (6 voti a favore, 6 contrari, 3 astensioni). Il Partito Socialista (Ps), il Partito dei lavoratori (Ptb) e Vooruit (socialdemocratici) hanno formato una maggioranza alternativa per opporsi all'ordinanza proposta. Tuttavia, l'esito sarà deciso solo venerdì 17 giugno, quando si terrà una votazione in plenaria. L'Unione europea richiede che gli animali siano storditi secondo metodi specifici, in modo da renderli incoscienti e insensibili. Solo la macellazione rituale è esente da questo requisito.

Tuttavia, diversi Stati hanno deciso di andare oltre e stabilire che lo stordimento deve essere applicato in tutti i casi, indipendentemente dal fatto che sia rituale o meno. In Belgio, le regioni vallona e fiamminga lo hanno fatto nel 2019, Bruxelles ancora no. Da qui il dibattito nella regione della capitale belga. “Le nostre rispettive comunità sono soggette agli stessi problemi e attacchi. Stiamo reagendo insieme per trovare soluzioni adeguate con la comunità e per difendere la libertà di culto sancita dalla nostra Costituzione per tutti i cittadini, non solo per i musulmani e gli ebrei”, ha spiegato Markiewicz in un’intervista al quotidiano LeSoir.

“Il posto della religione nella società è riconosciuto dallo Stato e deve essere rispettato. Sia il Consiglio dei teologi che il rabbinato hanno emesso pareri religiosi, che sono obbligatori per chi vuole mangiare cibo halal o kosher. È importante evitare che il legislatore diventi una sorta di "rabbino capo" o "imam capo" del Belgio, che si sostituisce alle autorità religiose e decide cosa fa parte o meno del rito”, ha continuato Üstün.

“Non si può misurare la sofferenza, quindi, se si vuole essere coerenti, bisogna vieta qualsiasi tipo di macellazione per tutti” dice Markiewicz “ma dedicarsi solo agli ultimi cinque minuti di vita di un animale destinato al consumo ebraico o musulmano è una discriminazione inammissibile a Bruxelles e un attacco alla libertà di culto”.

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