Donne al comando, ultimatum Ue: “Cinque anni per equilibrio di genere a livello dirigenziale”

Von der Leyen torna a un progetto di direttiva di 8 anni fa che prevede sanzioni per le imprese che assegnano oltre il 60% dei ruoli di rilievo agli uomini. Per dare l’esempio, l’esecutivo europeo intende raggiungere la parità a livello apicale tra maschi e femmine entro il 2024

La prima presidente donna della Commissione europea ne ha avuto abbastanza di vedere istituzioni pubbliche e imprese private rappresentate da soli uomini. Rispolverando un vecchio progetto di direttiva - risalente al 2012 - sull'equilibrio di genere nei consigli di amministrazione, Ursula von der Leyen intende raggiungere l’equilibrio tra uomini e donne nei ruoli chiave entro i prossimi 5 anni. “Per dare l'esempio, la Commissione cercherà di raggiungere, nell'ambito del suo personale, un equilibrio di genere del 50% a tutti i livelli dirigenziali entro la fine del 2024”, si legge in una nota dell’esecutivo Ue. 

Multe per le imprese 'maschiliste'

La strategia presentata oggi delinea i provvedimenti principali che l'Ue dovrebbe intraprendere nei prossimi 5 anni con lo scopo di garantire una “prospettiva di uguaglianza in tutti i settori di azione dell’Unione”, guardando, in particolare, ai divari di genere nel mondo del lavoro e a livello di retribuzioni, assistenza e pensioni”. Ai sensi di un progetto di direttiva del 2012, preso come modello dalla Commissione, le società quotate subirebbero multe se laddove non riuscissero a garantire che almeno il 40% dei loro ruoli non esecutivi siano occupati da donne.

Stop a violenza e molestie

Le azioni proposte sono decise con l’obiettivo di “porre fine alla violenza e agli stereotipi di genere, garantire una parità di partecipazione e di opportunità nel mercato del lavoro, compresa la parità retributiva, conseguire un equilibrio di genere a livello decisionale e politico". La Commissione punta a intervenire anche in materia penale sulla violenza contro le donne, estendendo “le sfere di criminalità in cui è possibile introdurre un'armonizzazione in tutt'Europa a forme specifiche di violenza contro le donne, tra cui le molestie sessuali, gli abusi a danno delle donne e le mutilazioni genitali femminili”.

Donne sottorappresentate

In tutta l'Ue, le donne rappresentano circa un quarto degli amministratori non esecutivi (26,4%), ma il tasso di aumento è rallentato dal 2015 in poi. Secondo uno studio del 2019 della Commissione, le donne al vertice di imprese sono ancora più rare: solo tra il il 7,5% e il 7,7% dei dirigenti d’azienda.

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