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Giovedì, 9 Dicembre 2021
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La Corte Ue richiama all'ordine anche l'Ungheria: "Diritto comunitario viene prima di quello nazionale"

Lo hanno stabilito i giudici di Lussemburgo. Il caso nato per una legge del governo Orban

Il diritto dell'Unione europea prevale su quello nazionale. Dopo averlo ricordato alla Polonia, stavolta spetta all'Ungheria il chiarimento contenuto in una sentenza della Corte di giustizia dell'Ue. 

Il caso riguarda un procedimento disciplinare avviato nei confronti di un giudice ungherese al quale una legge nazionale voleva vietare la possibilità di interpellare la Corte Ue. Nel dettaglio, la Corte suprema ungherese aveva dichiarato illegittima la domanda pregiudiziale con cui il giudice ungherese aveva interrogato la Corte europea sull'interpretazione di una legge comunitaria. La sentenza afferma che il giudice europeo "è competente in via esclusiva" nell'esaminare tale controllo di legittimità.

"Il principio del primato del diritto dell'Unione - si legge in una nota della Corte di Lussemburgo - impone al giudice di grado inferiore di un Paese di non osservare la decisione del giudice supremo dello Stato membro interessato" qualora questo secondo gli volesse impedire di interrogare la Corte di Giustizia europea su una determinata vicenda. "Il principio del primato del diritto dell'Unione impone al giudice di grado inferiore di non osservare la decisione del giudice supremo dello Stato membro interessato", concludono i giudici Ue. 

“Dalla Corte di giustizia dell’Unione europea arriva una nuova batosta per i sovranisti e i loro progetti di destrutturare l’Unione europea dal di dentro - dice Laura Ferrara, eurodeputata del M5s - Con una nuova sentenza, la Corte ribadisce il primato del diritto dell'Unione su quello nazionale e boccia la legge di Orban che impedisce ai giudici ungheresi di interrogare la Corte stessa. Il filtro della Corte suprema, i cui membri vengono decisi e votati dal suo partito in Parlamento, rappresenta l’ennesimo tentativo di tappare la bocca alla magistratura libera e indipendente. Bene dunque la Corte che fa chiarezza e respinge ancora una volta l’assalto dei sovranisti ai valori europei”, conclude.

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